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Trench Forever


Il trench è un vero e proprio evergreen dell’abbigliamento che ritorna di anno in anno, un classico che è allo stesso tempo elegante e sportivo. La forza del trench sta proprio in questa versatilità nell’adattarsi alle situazioni e allo stile di chi lo indossa, senza mai forzarne la personalità.

Ma qual è la storia del trench?

Quando nasce e come riesce a diventare uno dei capi di abbigliamento maggiormente presenti e desiderati nella vita delle donne?
L’origine del trench è militare, anche il nome ne richiama la sua estrazione, perché significa appunto “trincea”. Fanno parte della storia del trench tre grandi case di produzione: Burberry, Acquascutum e Mackintosh.


La prima produzione dell’indumento è stata fatta da Burberry nel 1901 per i reparti di fanteria inglesi, la sua caratteristica di maggiore rilievo era quella di proteggere i soldati in trincea dal freddo e dalla pioggia, grazie alla sua stoffa impermeabile e alla tessitura a spina di pesce.


Anche Acquascutum ha avuto un ruolo determinante per il trench, in quanto li produsse per i soldati della British Royal Flyining Corps durante la prima guerra mondiale.


L’altro brand che ebbe un ruolo decisivo fu Mackintosh, che riuscì nel 1823 a perfezionare l’impermeabilizzazione, con tessuti idonei a contrastare la pioggia, una caratteristica fondamentale per l’uso in situazioni difficili a livello climatico.


Fra Burberry, Acquascutum e Mackintosh si discute ancora oggi di chi sia la paternità del tessuto idrorepellente che caratterizza il trench.
Senza dubbio, andando oltre la diatriba sull’origine del trench, la griffe che viene considerata maggiormente rappresentativa per questo capo di abbigliamento è Burberry, con la sua riconoscibile federa scozzese.
Il passaggio dal settore militare a quello dell’uso civile avvenne nel corso degli anni venti, destinato a essere negli anni successivi uno degli indumenti di maggiore desiderio, anche grazie al suo impiego cinematografico. Dive del cinema ne fecero un largo uso, al punto da farlo diventare un classico dell’abbigliamento femminile.
Come non ricordare Greta Garbo con il classico trench indossato con semplicità, ma anche con molta eleganza, nel 1928 nel film “Destino”, in cui lanciò la moda del trench con disegno scozzese.


Nel 1929 Gloria Swanson, nel film “Queen Kelly”, indossa un classico trench color kaki con colletto rialzato a doppio petto.
Bette Davis nel 1934, allora stella nascente del cinema hollywoodiano, indossò un trench nero legato in vita nel film “Schiavo d’amore”. Negli anni successivi venne indossato anche da Audrey Hepburn in “Colazione da Tiffany” (1961).


Nei film degli ultimi anni molte attrici indossano l’ormai famoso trench con cintura, come quello di Meryl Streep, nella parte di Miranda Priestley, in “Il diavolo veste Prada” (2006).

Dall’impiego cinematografico del trench si passò, naturalmente, anche alla società, divenendo fenomeno di costume, anche Jaqueline Bouvier, moglie di John Fitzgerald Kennedy, ne indossava di diversi.
Nel tempo il trench ha visto un’evoluzione che ha permesso un impiego sempre più ampio, le passerelle per la prossima stagione offrono modelli per tutte le tipologie stilistiche, si va dal trench coat in pelle scamosciata a quello più semplice stile giacca da pesca in cotone rivestito, disponibile in diversi colori accesi e vivaci. Particolarmente apprezzato è anche il trench coat corto in gabardine, sia colore larice argento sia arancione bruciato, anche se il colore classico del trench rimane l’intramontabile color kaki.
Classico o dal colore vivace, lungo o corto, in stoffa o in pelle, il trench rimane uno dei capi fondamentali per l’abbigliamento femminile, l’indumento che non può mancare nell’armadio di una donna.

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