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Fashion Tank, idee e qualità italiana

Sono ben sette i brand di accessori esclusivi, nati da idee italiane di qualità, che si rifanno a nuove tecniche di lavorazione artigianale che rendono i prodotti finiti unici e irripetibili. Si tratta di Corsia, Miviù, Fensi Lensi, Enis, Le Chapeau, Manu Lena.

Hanno avuto grande successo le nuove collezioni presentate da Fashion Tank, grazie al loro nuovo modo di intendere le peculiarità femminili e la costante ricerca di nuove idee e di nuovi designer che mantengono sempre originale ogni creazione.

Creazioni accessorie proiettate nel futuro, grazie alla formazione d’avanguardia dei designer, ma fortemente ancorate al passato ed all’ eleganza che ne è la caratteristica principale.

Collane, bracciali, borse, spille, guanti e fasce per i capelli vengono inventati nuovamente e proposti al pubblico che apprezza anche gli accostamenti.

Protagoniste assolute della presentazione è l’accessorio maggiormente amato dalle donne: la borsa.

Le collezioni Enis bags si rifanno a ambientazioni orientali e vintage, con un design “invecchiato” e semplice.

Corsia, grazie alla qualità stilistica e di materiali delle proprie creazioni, ha affermato come il prodotto curato singolarmente, grazie al lavoro di mani esperte, riesce a fare quella grande differenza che rende affascinante e allo stesso tempo resistente all’ usura e al tempo.

Ma anche accessori come i cappelli riescono a trasmettere attrazione, Le Chapeau imposta le proprie collezioni sul lavoro artigianale, presentando accessori in stile classico e sobrio al contempo, garantendo un accessorio sempre in linea con le occasioni.

 

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Curvy, il lato glamour delle curve

Il brand Elena Mirò è nato nel 1985 e fra gli obiettivi prefissati sin dalla sua nascita c’era quello di dare risposte adeguate, in termini di eleganza e comodità, alle donne con taglie spesso non prese in considerazione dalle altre casse di produzione, specializzandosi nella moda curvy.

Elena Mirò si è inserita, in oltre 25 anni di attività nel campo della moda, grazie ad una preparazione e conoscenza nell’ambito delle tendenze, seguendole ed adattandole ai corpi femminili più morbidi.

La collezione di Elena Mirò

Oggi è il punto di riferimento di molte donne, le quali riescono a coniugare l’eleganza di un capo di abbigliamento femminile con l’esigenza di misure adeguate ad altre esigenze. Elena Mirò è infatti l’unico brand di abbigliamento femminile per taglie morbide che sfila a Milano Moda Donna, l’iniziativa organizzata dalla Camera Nazionale della Moda Italiana, dimostrando grande attenzione al proprio target.

 

Un momento della sfilata di Elena Mirò

L’idea che si è affermata oggi è quella di uno stile glamour che prescinde dalla taglia, un risultato di notevole importanza che trova maggiore spinta con la presentazione del libro di Daniela Fedi e Lucia Serlenga, che proprio oggi pomeriggio presenterà ufficialmente nel negozio Elena Mirò di Piacenza in via XX settembre 62, il volume.

 

Campagna pubblicitaria del 2000 di Elena Mirò

Curvy, il lato glamour delle rotondità”, è questo il titolo del lavoro edito dalla Mondadori, affronta la tematica della moda femminile che si confronta con le rotondità del corpo, un argomento che vede in prima linea proprio Elena Mirò.

 

Una vecchia campagna pubblicitaria di Elena Mirò

 

Le altre date di presentazione del volume sono:

24 marzo presso il negozio Elena Mirò di Bergamo

29 marzo presso il negozio Elena Mirò di Palermo

30 marzo presso il negozio Elena Mirò di Bari

31 marzo presso il negozio Elena Mirò di Bologna

3 aprile presso il negozio Elena Mirò di Brescia

4 aprile presso il negozio Elena Mirò di Torino

13 aprile presso il negozio Elena Mirò di Firenze

14 aprile presso il negozio Elena Mirò di Milano

21 aprile presso il negozio Elena Mirò di Parma

28 aprile presso il negozio Elena Mirò di Vicenza.

 

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Francesco Scognamiglio tra moda ed arte

 

La nuova campagna pubblicitaria di Francesco Scognamiglio

Francesco Scognamiglio è fra gli stilisti italiani più apprezzati a livello internazionale, con creazioni ispirate all’arte. Ha presentato la sua nuova collezione al Milan Fashion Week 2012, contribuendo notevolmente all’ innovazione e alla ricerca di nuove idee e gusti.

Per comprendere meglio il peso dello stilista, bisogna ricordare che nel nuovo singolo di Madonna, “Give me all your luvin”, con il quale anticipa l’album completo “MDNA”, c’è la partecipazione della cantante rapper britannica M.I.A., il cui nome reale è Mahatangi Maya Arulpragasam. Nel video M.I.A. indossa una baschina in pizzo creata da Francesco Scognamiglio, un capo sexy che ha esaltato la bellezza della cantante.

M.I.A. è facilmente riconoscibile nel video perché dopo avere fatto un gesto “proibito” con la mano, inizia il suo assolo. “Give me all your luvin” è stata presentata ufficialmente con un grande spettacolo in occasione del Super Bowl, incontro impedibile per gli americani, ad inizio di febbraio. Lo spettacolo ha coinvolto moltissime persone tra ragazze, ballerini, giocatori di football ed anche una banda musicale. Una vetrina perfetta per il lancio di qualsiasi tipo di prodotto.

Particolarmente interessanti appaiono, comunque, anche gli altri capi indossati nel video: Madonna indossa un trench Burberry classico per poi indossare degli hot pants della maison di moda Kiki de Montparnasse.

Appurato, qualora fosse necessario, il livello internazionale di Francesco Scognamiglio,  è necessario osservare la nuova collezione autunno inverno 2012/2013. In queste nuove proposte si può scorgere come in questi capi di abbigliamento ci sia un’influenza positiva della prima metà del 1900, delle sue correnti artistiche ricche di contenuti e idee mai dimenticate. Si può osservare come magistralmente è possibile unire stili diversi, creando prodotti di rara bellezza proprio per questa miscela.

In questa stagione Scognamiglio ha voluto fare un tributo all’artista Theo Van Doesburg, l’eclettico olandese meglio conosciuto come fondatore leader di De Stijl, il movimento del neoplasticismo, apparso per la prima volta nel 1917 nel primo numero della rivista De Stijl per descrivere un’arte essenziale, astratta e geometrica.

I colori maggiormente utilizzati sono il bianco ed il nero, con un abbigliamento di tipo monocromatico o miscelati, creando scale di grigi, ma anche colori delicati come il rosa salmone. Largo uso di pelle e di tessuti tecnici creano un’atmosfera prorompente e in linea con gusti i gusti peculiari degli amatori del genere. Abiti corti, integrati con la pelle, fanno raggiungere il massimo della sensualità e della seduzione femminile.

Il materiale usato da Francesco Scognamiglio che ha creato l’effetto sorpresa? L’anguilla! Bordature e applicazioni vengono arricchite con tale materiale, creando un contrasto di colori assolutamente attraente e coinvolgente.

Particolare attenzione e cura è stata posta sulle camice e sulle giacche. Soprattutto su queste ultime, fondamentale capo di abbigliamento nella stagione di riferimento della collezione. Il punto vita è messo in evidenza, non è nascosto. Grazie a particolari pieghe inserite in punti determinanti, sono in grado di determinare una figura femminile molto complessa ed elegante.

 

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Tirdy Dolls P/E 2012

Tirdy Dolls, la collezione per le super teenagers, e’ al suo esordio in questa primavera estate 2012.

Colorata e divertente con il Tirdy stampato glitter o brillantini che si affaccia su t-shirt felpe e abitini a trapezio.

Fiocchi vezzosi completano l’opera e le  nostre piccole “dolls”sono pronte a giocare alle superstar: benvenuta Tirdy Dolls!

Vieni a scoprire tutta la nuova collezione Tirdy Dolls sul sito.

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Nuova collezione Spring Summer 2012

Finalmente primavera!!!

Voglia di colore, di cambiare, di lasciarsi alle spalle l’inverno, il freddo ed indossare le novità che TIRDY propone con la nuova collezione Primavera Estate 2012, ironica e colorata come sempre.

Tanti spunti per rinnovare il guradaroba dedicato al tempo libero, tante proposte divertenti per preparare la valigia per le vacanze, dalle ciabattine al costume da bagno, fino al borsone da spiaggia.

Le comic tee raccontano le avventure della cagnolina TIRDY che ogni stagione ne combina sempre delle nuove e quest’estate è davvero scatenata !!

Scopri tutte le novità della nuova collezione TIRDY!

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Mercedes Benz Fashion Week

Presente in qualità di sponsor nei più prestigiosi eventi internazionali, negli ambienti fashion più frequentati e che indicano le tendenze del momento, parliamo di Mercedes Benz Fashion Week che ha deciso di dedicare un portale agli happening che vedono la sua partecipazione in qualità di sponsor.

MB Fashion Week, in questo modo, si avvicina sempre di più a tutte le manifestazioni svolte sia in Italia sia all’estero che la vedono protagonista incontrastata e guida allo stile e all’eleganza.Il portale è dedicato agli eventi riguardanti la moda a livello internazionale sponsorizzati da Mercedes-Benz.

Al suo interno sono inclusi ben trenta fashion week dell’importante brand, da Milano a New York e da Berlino a Tokyo, indicando tutti i chiarimenti utili per partecipare alle sfilate, per ottenere maggiori informazioni sui brand sponsorizzati e i designer che aderiscono alle iniziative dell’importante casa automobilistica.Per ogni griffe è proposta una descrizione biografica sia dello stilista, ed ovviamente del suo personale stile, sia del brand, il tutto accompagnato da contenuti video e fotografici delle sfilate e dei backstage.

Quando parliamo di Mercedes-benz fashion week non parliamo soltanto di moda in senso stretto, ma anche di incentivazione al design di qualità. H&M, infatti, ha lanciato il primo Design Award, un concorso che ha l’obiettivo di riconoscere un premio pari a 50 mila euro ai laureati di quattordici istituti di fashion design europei, il cui vincitore presenterà la propria collezione alla Mercedes-benz fashion week di Stoccolma il prossimo primo febbraio. Questo premio ha lo scopo di diventare un appuntamento annuale, un punto di riferimento per tutti quei talenti che intendono trovare una vetrina e un sostegno economico per le loro idee.

Ma le occasioni di incontri fra bellezza e qualità di prodotti e design sono molteplici, tutte da scoprire all’interno del portale. Fashion Fringe a Londra, in Canada la LG Fashionweek a Toronto, Lakmé fashion week a Mumbai, in India. Ma oltre a queste fashion week più di nicchia, e forse meno conosciuti se non dagli addetti ai lavori, ci sono anche quelle conosciute al grande pubblico, come Mercedes-Benz Fashion Week di Tokyo, Russia e Australia.

Di fondamentale importanza è anche l’appuntamento che si terrà dal nella città della Grande Mela, New York. In calendario, nell’ambito di tale manifestazione, c’è l’evento Mercedes-Benz Fashion Week che indica l’impegno della casa automobilistica nella moda. Mentre a Milano, dal 14 al 17 gennaio è protagonista la moda uomo autunno inverno, in questa occasione Mercedes-Benz riconferma la sua posizione nell’ambito della moda internazionale e il suo impegno in Italia.

Per evidenziare il contesto di inserimento e di affermazione, qualora fosse necessario, di Mercedes-Benz Fashion Week basterebbe ricordare come al Pitti Uomo di questa edizione numero 81, che si è tenuta a Firenze, i migliori brand giapponesi in mostra rientravano nell’ambito del progetto dalla Mercedes Benz Fashion Week. Il progetto, portato avanti con il programma Cool Japan Strategy Promotion del ministero dell’Economia, dell’Industria e del Commercio nipponico, vede la collaborazione di Yuichi Yoshii, l’ideatore del “Versus Tokyo” in occasione della Mercedes-Benz Fashion Week di Tokyo tenuta lo scorso mese di ottobre.

La presenza del marchio Mercedes-Benz è indice di eleganza e di stile da 125 anni, prima solamente nel campo automobilistico, con la creazione di modelli per un pubblico esigente, poi nel campo della moda, con la sponsorizzazione di eventi fashion internazionali, per arrivare ad oggi con la costituzione del portale che inaugura una scesa in campo diretta dell’importante casa automobilistica, e non solo possiamo dire, di Stoccarda.

 

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P/E. Corsi e ricorsi storici.

Corsi e ricorsi storici è la frase che spesso ci sentiamo dire e ripetiamo agli altri. Ci capita spesso nella vita di vedere fatti o situazioni sociali e culturali che richiamano un contesto storico che proviene dal passato. Anche nella moda ciò accade, mai come quest’anno, infatti, questa frase può essere usata per indicare le nuove tendenze che richiamano gli anni Venti.

Un ritorno ai Roaring Twenties con tutto ciò che porta con se: spalle scoperte, pailette, perline di vetro, labbra rosse con visi candidi altamente sensuali e cinturini attorno alle caviglie.

Questa tendenza si è palesata durante la sfilata primavera estate 2012 di Gucci, con abiti da sera ispirati al jazz e allo stile della fine degli anni Venti, frange dorate e scollature hanno avvicinato il pubblico in un’epoca passata ma mai così vicina dal punto di vista del costume. I capelli tagliati a caschetto e abiti per la prima volta tendenzialmente verso il minimalismo, seppur ancora lontani dalla vera accezione di questo termine, sono stati il principio di un cambiamento che ha portato verso la flessibilità delle scelte nell’abbigliamento di quegli anni.

Prima di arrivare nelle passerelle primavera estate, lo stile anni Venti è stato rivisitato al Festival di Cannes nel maggio scorso con due film che ne hanno anticipato la tendenza in altri ambiti sociali e di costume e che hanno aperto allo stile post Belle Époque: Woody Allen con Midnight in Paris e The Artist di Michel Hazanavicius , film in bianco e nero e senza traccia sonora. Il primo racconta le dinamiche dell’innamoramento, sviscerando i segreti e i misteri che arricchiscono le nostre esistenze; il secondo, invece, è una storia ambientata durante il passaggio dal cinema muto a quello sonoro, con protagonisti Jean Dujardin e Berenice Bejo. Si è trattato di un fatto di notevole importanza e di grande influenza, soprattutto perché nell’era del 3D è stata una scelta difficile, ma che ha avuto i suoi frutti sia in termini di pubblico e di critica sia, con molta probabilità, nelle tendenze di questa primavera estate 2012.

Ma la moda non subisce soltanto l’influenza degli anni venti, ma verrà riproposta un’immagine un po’ ribelle, soprattutto nelle acconciature. Dalla Fashion Week di Milano è possibile cogliere anche le sfumature, non soltanto le macro tendenze più palpabili. A Milano ha avuto un certo peso Rocco Barocco, il quale pur avendo subito il furto delle collezioni all’interno del suo showroom milanese, è riuscito a sfilare con modelli innovativi. Abiti romantici, con pizzi e volant è il minimo comune denominatore della collezione proposta.

Di particolare originalità e, soprattutto, di seduzione è la collezione di abiti da sera di John Richmond, con spalle e braccia scoperte e un velo impalpabile altamente sensuale che copre tutto  lasciando visibile la sinuosità del corpo.

Sarà la stagione anche della morbidezza dei tessuti, dell’aspetto naturale e minimalista. Le fantasie che avranno maggiore successo saranno quelle floreali accostate con altri materiali in metallo insieme a quelli naturali e in resina.

Sarà una stagione ricca anche dal punto di vista delle scelte e degli stili altamente eleganti e sobri allo stesso tempo.

Per quanto ognuno veda l’autunno come una stagione già vissuta, la primavera è sempre, a tutti, una rinascita.

Theodore Francis Powys

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Trench Forever

Il trench è un vero e proprio evergreen dell’abbigliamento che ritorna di anno in anno, un classico che è allo stesso tempo elegante e sportivo. La forza del trench sta proprio in questa versatilità nell’adattarsi alle situazioni e allo stile di chi lo indossa, senza mai forzarne la personalità.

Ma qual è la storia del trench?

Quando nasce e come riesce a diventare uno dei capi di abbigliamento maggiormente presenti e desiderati nella vita delle donne?
L’origine del trench è militare, anche il nome ne richiama la sua estrazione, perché significa appunto “trincea”. Fanno parte della storia del trench tre grandi case di produzione: Burberry, Acquascutum e Mackintosh.


La prima produzione dell’indumento è stata fatta da Burberry nel 1901 per i reparti di fanteria inglesi, la sua caratteristica di maggiore rilievo era quella di proteggere i soldati in trincea dal freddo e dalla pioggia, grazie alla sua stoffa impermeabile e alla tessitura a spina di pesce.


Anche Acquascutum ha avuto un ruolo determinante per il trench, in quanto li produsse per i soldati della British Royal Flyining Corps durante la prima guerra mondiale.


L’altro brand che ebbe un ruolo decisivo fu Mackintosh, che riuscì nel 1823 a perfezionare l’impermeabilizzazione, con tessuti idonei a contrastare la pioggia, una caratteristica fondamentale per l’uso in situazioni difficili a livello climatico.


Fra Burberry, Acquascutum e Mackintosh si discute ancora oggi di chi sia la paternità del tessuto idrorepellente che caratterizza il trench.
Senza dubbio, andando oltre la diatriba sull’origine del trench, la griffe che viene considerata maggiormente rappresentativa per questo capo di abbigliamento è Burberry, con la sua riconoscibile federa scozzese.
Il passaggio dal settore militare a quello dell’uso civile avvenne nel corso degli anni venti, destinato a essere negli anni successivi uno degli indumenti di maggiore desiderio, anche grazie al suo impiego cinematografico. Dive del cinema ne fecero un largo uso, al punto da farlo diventare un classico dell’abbigliamento femminile.
Come non ricordare Greta Garbo con il classico trench indossato con semplicità, ma anche con molta eleganza, nel 1928 nel film “Destino”, in cui lanciò la moda del trench con disegno scozzese.


Nel 1929 Gloria Swanson, nel film “Queen Kelly”, indossa un classico trench color kaki con colletto rialzato a doppio petto.
Bette Davis nel 1934, allora stella nascente del cinema hollywoodiano, indossò un trench nero legato in vita nel film “Schiavo d’amore”. Negli anni successivi venne indossato anche da Audrey Hepburn in “Colazione da Tiffany” (1961).


Nei film degli ultimi anni molte attrici indossano l’ormai famoso trench con cintura, come quello di Meryl Streep, nella parte di Miranda Priestley, in “Il diavolo veste Prada” (2006).

Dall’impiego cinematografico del trench si passò, naturalmente, anche alla società, divenendo fenomeno di costume, anche Jaqueline Bouvier, moglie di John Fitzgerald Kennedy, ne indossava di diversi.
Nel tempo il trench ha visto un’evoluzione che ha permesso un impiego sempre più ampio, le passerelle per la prossima stagione offrono modelli per tutte le tipologie stilistiche, si va dal trench coat in pelle scamosciata a quello più semplice stile giacca da pesca in cotone rivestito, disponibile in diversi colori accesi e vivaci. Particolarmente apprezzato è anche il trench coat corto in gabardine, sia colore larice argento sia arancione bruciato, anche se il colore classico del trench rimane l’intramontabile color kaki.
Classico o dal colore vivace, lungo o corto, in stoffa o in pelle, il trench rimane uno dei capi fondamentali per l’abbigliamento femminile, l’indumento che non può mancare nell’armadio di una donna.

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Il Ritorno di Mr. Montgomery

Ogni anno si parla di un “ritorno” . Un modo, sicuro e invincibile, per attirare l’attenzione di fashion blogger, appassionati di moda, giornalisti e per convincerci che così saremo di certo più “trendy” più “cool”. I giochi ormai li conosciamo e  in effetti, ci piacciono pure. Questa è la moda ed il suo giro. Diversamente forse ci annoierebbe, no?

Grande ritorno del Montgomery. Capo di classe (forse lo ricorderete come trauma infantile quando vostra madre vi obbligava ad indossarlo, magari color blu navy o grey topo) torna a luccicare nelle grandi maison di moda, in quelle più piccole ed in ogni paese.
Ci piace.


Ci piace perché con quel suo cappuccio e quegli alamari dove i creativi possono sbizzarrirsi, conquista l’uomo e possiede completamente la donna. Già nel 2008 (altro epico ritorno) Marc Jacobs ne aveva fatto un capo esclusivo ridisegnandolo versione montanaro cool. Anche qui (ahimè come la nostra amata borsa, care nostre femminucce) dobbiamo all’uomo e alla Royal Navy per proteggere i propri militari dalle temperature più rigide. Il nome lo si deve al Generale Bernard Law Montgomery, di certo non famoso per il suo fascino ma per il ruolo che ebbe nella seconda guerra mondiale contro le forze italo-tedesche, che usava portarlo spesso e sopra la divisa.

Diventa un capo di lusso, con rifinite decorazioni sugli alamari e quando lo stile diventa geometrico e deciso.
In tweed, colorato, lungo o corto, con o senza mantellina, con o senza pon pon, grandi tasche e comode, con cintura per il giro vita o che casca a sacco rigido, di lana, in cashmere o in tessuto tecno, insomma l’ennesimo “ritorno” di quest’anno lo trovate di ogni tipo e modello, per accontentare ogni vostro desiderio ..

Sicuramente vi piacerà la gallery che vi consigliamo di vedere redatta da Style come è piaciuta anche a noi ..

E voi lo avete già acquistato? Qual’è il vostro stile preferito?

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I Love My Bag

Keybag, la creazione di Joao Sabino – borsa realizzata con 393 pulsanti provenienti da tastiere di computer

Per alcune è solo un vezzo, per altre un semplice accessorio, per molte praticamente l’ossigeno!
Così pratica, così bella, così comoda. La borsa si sa, ormai si è tramutata in un oggetto conteso e adorato, a completo servizio del nostro look e per la nostra capacità di condensare in questa, l’intero mondo femminile ..bracciali, rossetti, portamonete, salva slip, agende, penne, chiavi (sempre un’impresa trovarle lì dentro) e le più ambiziose anche ombrelli e attaccapanni alla Mary Poppins…

Se prima era qualcosa di pratico ed utile, oggi è anche qualcosa di esclusivo e ricercato.
Sapevate che il termine “borsa” deriva da un contenitore maschile in pelle appartenente all’uomo nei primi anni del XX secolo? Eh si, dobbiamo a loro, ai maschietti il nome. Facciamo però un bel passo indietro e fermiamoci all’epoca medievale.
Abbiamo trovato girovagando sul web un post interessante e dettagliato sul percorso storico della sacca a noi tanto cara e vi proponiamo uno stralcio del post con l’invito di andare a proseguire la lettura qui, il testo è linkato quindi basta fare click!

Le tasche per le donne nei secoli XVII XVIII furono separati dai vestiti, e vennero fatte grandi tasche di tessuto, appese alla cintura che veniva legata sotto la gonna. Una fenditura nelle gonne e sottane consentiva il facile accesso alla tasca in modo che qualsivoglia si avesse avuto bisogno delle proprie forbici o Sali profumati, si avevano a portata di mano. Il contenuto delle tasche femminili era piuttosto simile a quello che contengono le nostre borse oggi. Il V & A Museum di Londra documenta un assortimento di strumenti per cucire, un fazzoletto, un blocchetto per scrivere, denaro e strumenti per i ritocchi estetici, bottigline di profumo, chiavi, anche una mela o un’arancia, come contenuto delle tasche di una donna. Proprio come le borse di oggi, le tasche femminili sono off-limits, quasi un misterioso dominio, tintinnante nel segreto delle loro gonne.
Fu a cavallo del XIX secolo che il “reticolo”, precursore della borsa moderna, entrò di moda. L’ampia gonna a cerchi del diciottesimo secolo, aveva dato il via alla moda della vita sottile, persino tirata, con vestiti di mussola vaporosa, a vita alta e che abbracciano il corpo, mostrandone le forme. Nessuna donna alla moda avrebbe voluto rovinare la propria immagine appendendo alle loro sottane delle tasche stracolme di oggetti ingombranti. E così nacque la prima borsa alla moda.

Le grandi case di moda Gucci, Prada, Louis Vuitton, Braccialini, Fendi ogni anno ci stupiscono con nuovi modelli, colori, tessuti, (forme se pensiamo a Braccialini) ma anche quelle che potremmo definire le griffe più modeste non si limitano, in questo settore la creatività è padrona. Ognuno sa (l’uomo il più consapevole forse del meccanismo perverso che si instaura) che la borsa per una donna non è semplicemente un capriccio. A differenza delle scarpe, che si indossano e si smettono a casa o in ufficio (quando si ha la fortuna di possedere una stanza tutta per sé) la borsa rimane un’estensione della donna elegante, sportiva, estrosa o irriverente; che la porti a mano o a tracolla, appesa al polso, sottobraccio è comunque consapevole del fatto che la scelta al mattino richiederà sempre un attimo di concentrazione e silenzio. Pochi secondi per poter decidere di che borsa far morire, l’amica, la collega, la suocera, la cognata o accalappiare il boss, l’ometto puntato, il partner più disattento etc..

A volte la borsa rivela segreti e particolarità del carattere di una donna che neanche lo psicanalista più in voga e di grido, potrebbe riepilogarli tutti e minuziosamente.

Ci sono quelle colorate ..

La borsa di Too Late, realizzata in feltro.

Ci sono quelle artigianali ..

NINU, brand italiano di borse fatte a mano

Ci sono quelle chic …

Ci sono quelle sportive …

 

Ci sono le sfiziose …

Ci sono le maxi pochette …

E poi ci sono quelle per autodifesa (vedi muso riccio) e charme  ….

Borsa Riccio – Braccialini – Muso metallico con pietre preziose

Insomma a dirla tutta, non supererà mai il feticismo legato alla scarpa ma di certo diventerà sempre più l’oggetto sul quale la donna verserà le maggiori attenzioni ..

(Anche a Tirdy piacciono le borse, e sai perché? Bianca a volte, per portarlo con sé all’Università lo nasconde qui dentro ….ssshhh non dirlo a nessuno però! E’ un segreto tra me e te ♥♥♥ )

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