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P/E. Corsi e ricorsi storici.

Corsi e ricorsi storici è la frase che spesso ci sentiamo dire e ripetiamo agli altri. Ci capita spesso nella vita di vedere fatti o situazioni sociali e culturali che richiamano un contesto storico che proviene dal passato. Anche nella moda ciò accade, mai come quest’anno, infatti, questa frase può essere usata per indicare le nuove tendenze che richiamano gli anni Venti.

Un ritorno ai Roaring Twenties con tutto ciò che porta con se: spalle scoperte, pailette, perline di vetro, labbra rosse con visi candidi altamente sensuali e cinturini attorno alle caviglie.

Questa tendenza si è palesata durante la sfilata primavera estate 2012 di Gucci, con abiti da sera ispirati al jazz e allo stile della fine degli anni Venti, frange dorate e scollature hanno avvicinato il pubblico in un’epoca passata ma mai così vicina dal punto di vista del costume. I capelli tagliati a caschetto e abiti per la prima volta tendenzialmente verso il minimalismo, seppur ancora lontani dalla vera accezione di questo termine, sono stati il principio di un cambiamento che ha portato verso la flessibilità delle scelte nell’abbigliamento di quegli anni.

Prima di arrivare nelle passerelle primavera estate, lo stile anni Venti è stato rivisitato al Festival di Cannes nel maggio scorso con due film che ne hanno anticipato la tendenza in altri ambiti sociali e di costume e che hanno aperto allo stile post Belle Époque: Woody Allen con Midnight in Paris e The Artist di Michel Hazanavicius , film in bianco e nero e senza traccia sonora. Il primo racconta le dinamiche dell’innamoramento, sviscerando i segreti e i misteri che arricchiscono le nostre esistenze; il secondo, invece, è una storia ambientata durante il passaggio dal cinema muto a quello sonoro, con protagonisti Jean Dujardin e Berenice Bejo. Si è trattato di un fatto di notevole importanza e di grande influenza, soprattutto perché nell’era del 3D è stata una scelta difficile, ma che ha avuto i suoi frutti sia in termini di pubblico e di critica sia, con molta probabilità, nelle tendenze di questa primavera estate 2012.

Ma la moda non subisce soltanto l’influenza degli anni venti, ma verrà riproposta un’immagine un po’ ribelle, soprattutto nelle acconciature. Dalla Fashion Week di Milano è possibile cogliere anche le sfumature, non soltanto le macro tendenze più palpabili. A Milano ha avuto un certo peso Rocco Barocco, il quale pur avendo subito il furto delle collezioni all’interno del suo showroom milanese, è riuscito a sfilare con modelli innovativi. Abiti romantici, con pizzi e volant è il minimo comune denominatore della collezione proposta.

Di particolare originalità e, soprattutto, di seduzione è la collezione di abiti da sera di John Richmond, con spalle e braccia scoperte e un velo impalpabile altamente sensuale che copre tutto  lasciando visibile la sinuosità del corpo.

Sarà la stagione anche della morbidezza dei tessuti, dell’aspetto naturale e minimalista. Le fantasie che avranno maggiore successo saranno quelle floreali accostate con altri materiali in metallo insieme a quelli naturali e in resina.

Sarà una stagione ricca anche dal punto di vista delle scelte e degli stili altamente eleganti e sobri allo stesso tempo.

Per quanto ognuno veda l’autunno come una stagione già vissuta, la primavera è sempre, a tutti, una rinascita.

Theodore Francis Powys

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Trench Forever

Il trench è un vero e proprio evergreen dell’abbigliamento che ritorna di anno in anno, un classico che è allo stesso tempo elegante e sportivo. La forza del trench sta proprio in questa versatilità nell’adattarsi alle situazioni e allo stile di chi lo indossa, senza mai forzarne la personalità.

Ma qual è la storia del trench?

Quando nasce e come riesce a diventare uno dei capi di abbigliamento maggiormente presenti e desiderati nella vita delle donne?
L’origine del trench è militare, anche il nome ne richiama la sua estrazione, perché significa appunto “trincea”. Fanno parte della storia del trench tre grandi case di produzione: Burberry, Acquascutum e Mackintosh.


La prima produzione dell’indumento è stata fatta da Burberry nel 1901 per i reparti di fanteria inglesi, la sua caratteristica di maggiore rilievo era quella di proteggere i soldati in trincea dal freddo e dalla pioggia, grazie alla sua stoffa impermeabile e alla tessitura a spina di pesce.


Anche Acquascutum ha avuto un ruolo determinante per il trench, in quanto li produsse per i soldati della British Royal Flyining Corps durante la prima guerra mondiale.


L’altro brand che ebbe un ruolo decisivo fu Mackintosh, che riuscì nel 1823 a perfezionare l’impermeabilizzazione, con tessuti idonei a contrastare la pioggia, una caratteristica fondamentale per l’uso in situazioni difficili a livello climatico.


Fra Burberry, Acquascutum e Mackintosh si discute ancora oggi di chi sia la paternità del tessuto idrorepellente che caratterizza il trench.
Senza dubbio, andando oltre la diatriba sull’origine del trench, la griffe che viene considerata maggiormente rappresentativa per questo capo di abbigliamento è Burberry, con la sua riconoscibile federa scozzese.
Il passaggio dal settore militare a quello dell’uso civile avvenne nel corso degli anni venti, destinato a essere negli anni successivi uno degli indumenti di maggiore desiderio, anche grazie al suo impiego cinematografico. Dive del cinema ne fecero un largo uso, al punto da farlo diventare un classico dell’abbigliamento femminile.
Come non ricordare Greta Garbo con il classico trench indossato con semplicità, ma anche con molta eleganza, nel 1928 nel film “Destino”, in cui lanciò la moda del trench con disegno scozzese.


Nel 1929 Gloria Swanson, nel film “Queen Kelly”, indossa un classico trench color kaki con colletto rialzato a doppio petto.
Bette Davis nel 1934, allora stella nascente del cinema hollywoodiano, indossò un trench nero legato in vita nel film “Schiavo d’amore”. Negli anni successivi venne indossato anche da Audrey Hepburn in “Colazione da Tiffany” (1961).


Nei film degli ultimi anni molte attrici indossano l’ormai famoso trench con cintura, come quello di Meryl Streep, nella parte di Miranda Priestley, in “Il diavolo veste Prada” (2006).

Dall’impiego cinematografico del trench si passò, naturalmente, anche alla società, divenendo fenomeno di costume, anche Jaqueline Bouvier, moglie di John Fitzgerald Kennedy, ne indossava di diversi.
Nel tempo il trench ha visto un’evoluzione che ha permesso un impiego sempre più ampio, le passerelle per la prossima stagione offrono modelli per tutte le tipologie stilistiche, si va dal trench coat in pelle scamosciata a quello più semplice stile giacca da pesca in cotone rivestito, disponibile in diversi colori accesi e vivaci. Particolarmente apprezzato è anche il trench coat corto in gabardine, sia colore larice argento sia arancione bruciato, anche se il colore classico del trench rimane l’intramontabile color kaki.
Classico o dal colore vivace, lungo o corto, in stoffa o in pelle, il trench rimane uno dei capi fondamentali per l’abbigliamento femminile, l’indumento che non può mancare nell’armadio di una donna.

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Il Ritorno di Mr. Montgomery

Ogni anno si parla di un “ritorno” . Un modo, sicuro e invincibile, per attirare l’attenzione di fashion blogger, appassionati di moda, giornalisti e per convincerci che così saremo di certo più “trendy” più “cool”. I giochi ormai li conosciamo e  in effetti, ci piacciono pure. Questa è la moda ed il suo giro. Diversamente forse ci annoierebbe, no?

Grande ritorno del Montgomery. Capo di classe (forse lo ricorderete come trauma infantile quando vostra madre vi obbligava ad indossarlo, magari color blu navy o grey topo) torna a luccicare nelle grandi maison di moda, in quelle più piccole ed in ogni paese.
Ci piace.


Ci piace perché con quel suo cappuccio e quegli alamari dove i creativi possono sbizzarrirsi, conquista l’uomo e possiede completamente la donna. Già nel 2008 (altro epico ritorno) Marc Jacobs ne aveva fatto un capo esclusivo ridisegnandolo versione montanaro cool. Anche qui (ahimè come la nostra amata borsa, care nostre femminucce) dobbiamo all’uomo e alla Royal Navy per proteggere i propri militari dalle temperature più rigide. Il nome lo si deve al Generale Bernard Law Montgomery, di certo non famoso per il suo fascino ma per il ruolo che ebbe nella seconda guerra mondiale contro le forze italo-tedesche, che usava portarlo spesso e sopra la divisa.

Diventa un capo di lusso, con rifinite decorazioni sugli alamari e quando lo stile diventa geometrico e deciso.
In tweed, colorato, lungo o corto, con o senza mantellina, con o senza pon pon, grandi tasche e comode, con cintura per il giro vita o che casca a sacco rigido, di lana, in cashmere o in tessuto tecno, insomma l’ennesimo “ritorno” di quest’anno lo trovate di ogni tipo e modello, per accontentare ogni vostro desiderio ..

Sicuramente vi piacerà la gallery che vi consigliamo di vedere redatta da Style come è piaciuta anche a noi ..

E voi lo avete già acquistato? Qual’è il vostro stile preferito?

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I Love My Bag

Keybag, la creazione di Joao Sabino – borsa realizzata con 393 pulsanti provenienti da tastiere di computer

Per alcune è solo un vezzo, per altre un semplice accessorio, per molte praticamente l’ossigeno!
Così pratica, così bella, così comoda. La borsa si sa, ormai si è tramutata in un oggetto conteso e adorato, a completo servizio del nostro look e per la nostra capacità di condensare in questa, l’intero mondo femminile ..bracciali, rossetti, portamonete, salva slip, agende, penne, chiavi (sempre un’impresa trovarle lì dentro) e le più ambiziose anche ombrelli e attaccapanni alla Mary Poppins…

Se prima era qualcosa di pratico ed utile, oggi è anche qualcosa di esclusivo e ricercato.
Sapevate che il termine “borsa” deriva da un contenitore maschile in pelle appartenente all’uomo nei primi anni del XX secolo? Eh si, dobbiamo a loro, ai maschietti il nome. Facciamo però un bel passo indietro e fermiamoci all’epoca medievale.
Abbiamo trovato girovagando sul web un post interessante e dettagliato sul percorso storico della sacca a noi tanto cara e vi proponiamo uno stralcio del post con l’invito di andare a proseguire la lettura qui, il testo è linkato quindi basta fare click!

Le tasche per le donne nei secoli XVII XVIII furono separati dai vestiti, e vennero fatte grandi tasche di tessuto, appese alla cintura che veniva legata sotto la gonna. Una fenditura nelle gonne e sottane consentiva il facile accesso alla tasca in modo che qualsivoglia si avesse avuto bisogno delle proprie forbici o Sali profumati, si avevano a portata di mano. Il contenuto delle tasche femminili era piuttosto simile a quello che contengono le nostre borse oggi. Il V & A Museum di Londra documenta un assortimento di strumenti per cucire, un fazzoletto, un blocchetto per scrivere, denaro e strumenti per i ritocchi estetici, bottigline di profumo, chiavi, anche una mela o un’arancia, come contenuto delle tasche di una donna. Proprio come le borse di oggi, le tasche femminili sono off-limits, quasi un misterioso dominio, tintinnante nel segreto delle loro gonne.
Fu a cavallo del XIX secolo che il “reticolo”, precursore della borsa moderna, entrò di moda. L’ampia gonna a cerchi del diciottesimo secolo, aveva dato il via alla moda della vita sottile, persino tirata, con vestiti di mussola vaporosa, a vita alta e che abbracciano il corpo, mostrandone le forme. Nessuna donna alla moda avrebbe voluto rovinare la propria immagine appendendo alle loro sottane delle tasche stracolme di oggetti ingombranti. E così nacque la prima borsa alla moda.

Le grandi case di moda Gucci, Prada, Louis Vuitton, Braccialini, Fendi ogni anno ci stupiscono con nuovi modelli, colori, tessuti, (forme se pensiamo a Braccialini) ma anche quelle che potremmo definire le griffe più modeste non si limitano, in questo settore la creatività è padrona. Ognuno sa (l’uomo il più consapevole forse del meccanismo perverso che si instaura) che la borsa per una donna non è semplicemente un capriccio. A differenza delle scarpe, che si indossano e si smettono a casa o in ufficio (quando si ha la fortuna di possedere una stanza tutta per sé) la borsa rimane un’estensione della donna elegante, sportiva, estrosa o irriverente; che la porti a mano o a tracolla, appesa al polso, sottobraccio è comunque consapevole del fatto che la scelta al mattino richiederà sempre un attimo di concentrazione e silenzio. Pochi secondi per poter decidere di che borsa far morire, l’amica, la collega, la suocera, la cognata o accalappiare il boss, l’ometto puntato, il partner più disattento etc..

A volte la borsa rivela segreti e particolarità del carattere di una donna che neanche lo psicanalista più in voga e di grido, potrebbe riepilogarli tutti e minuziosamente.

Ci sono quelle colorate ..

La borsa di Too Late, realizzata in feltro.

Ci sono quelle artigianali ..

NINU, brand italiano di borse fatte a mano

Ci sono quelle chic …

Ci sono quelle sportive …

 

Ci sono le sfiziose …

Ci sono le maxi pochette …

E poi ci sono quelle per autodifesa (vedi muso riccio) e charme  ….

Borsa Riccio – Braccialini – Muso metallico con pietre preziose

Insomma a dirla tutta, non supererà mai il feticismo legato alla scarpa ma di certo diventerà sempre più l’oggetto sul quale la donna verserà le maggiori attenzioni ..

(Anche a Tirdy piacciono le borse, e sai perché? Bianca a volte, per portarlo con sé all’Università lo nasconde qui dentro ….ssshhh non dirlo a nessuno però! E’ un segreto tra me e te ♥♥♥ )

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Prima la indossi. Poi la mangi.

Chanel Cake di Annikka

Più volte e in svariate sedi abbiamo sottolineato quanto sia bello poter esprimersi attraverso l’arte. La moda è un’arte, la pittura è un’arte, la scrittura è un’arte e così via. Qualsiasi nostra azione, poi, fatta con l’intento di creare qualcosa che faccia sentire la bellezza della propria identità è sempre un’opera d’arte che sia un vestito, un accessorio, un quadro, lo stile di una casa, un racconto … Di recente una delle tante passioni che uomini e donne, coltivano, è diventata per molti un lavoro: il Cake Design. La fantasia e l’arte si mescolano con pasta di zucchero , forme e colori.

Numerosi i blog sul tema. Le ragazze diciamo che sono pioniere nel settore ma i maschietti, anche loro, si dan da fare.
Lo scorso week-end a Bologna si è tenuta la prima edizione del “The Cake Show” organizzato da Maison Madaleine in collaborazione con Eridiana. L’affluenza è stata oltre ogni aspettativa, tanto che gli organizzatori hanno avuto qualche problema tecnico e di gestione. La bacheca della pagina Fan di Maison Madaleine è assediata da commenti forse poco piacevoli per chi ha messo cuore e anima nel metter su l’appuntamento ma a nostro avviso, anche questo potrà di certo migliorare la prossima edizione, visto che l’iniziativa, permette la condivisione di una delle passioni che stimolano l’appetito, inebriamo l’olfatto e mantengono vivo anche il buon artigianato italiano.


Un’arte, questa, che ha origine anglosassoni, infatti, la pasta di zucchero che si usa per adornare, guarnire e rifinire i dolci in questione pare si chiami royal ice, ovvero ghiaccio reale, per l’aspetto così levigato e perfetto e perché pare che la prima torta così rifinita e guarnita sia stata proprio quella del matrimonio della Regina Vittoria, nel 1840.

Pasta di zucchero, coloranti, disegno fatto a mano, attrezzi , fantasia e tanta ma tanta delicatezza .. Se la voglia di metter le mani in pasta, insomma , vi assale e non sapete proprio come fare , oltre che a leggere i vari blog che trovate in rete, a vedere qualche programma televisivo, a sentire i vostri amici, a sbirciare la cucina di qualche pasticceria, a partecipare agli eventi più in e segnarvi ai loro corsi,insomma oltre a tutto questo, avete a disposizione una vasta gamma di libri, meravigliosamente rilegati, con foto-shock da trauma zuccherino e capirete che ..o vi date una mossa o non vi resta che mangiare.


Nonostante vi siano eccellenze maschili, come Buddy Valastro (tutte sintonizzate su Real Time quando arriva lui ..) le donne italiane stanno mettendo in campo tutta la loro creatività e voglia di sedurre con le loro doti imprenditoriali, manageriali per fare in modo che la passione diventi anche attività commerciale, apprezzata e richiesta.

Le donne che si avvicinano ai corsi dei “Maestri d’arte” per diventare delle professioniste, sono le più diverse con altrettanto diverse motivazioni. C’è chi comincia per gioco e si ritrova ad aprire la pasticceria più glamour della città, con eventi ad hoc e legando alla semplice vendita un progetto personalizzato, su richiesta del cliente offrendo un servizio esclusivo, affascinante.

Si, perché il cake desing non è ad uso e abuso poi solo dei più piccoli; solitamente la prima cosa a cui si pensa è la solita torta a cartone animano, no?

Spopolano i fashion cake; CHANEL, LOUIS VUITTON, PRADA, FENDI, MANOLO etc.. questi alcuni dei brand più riprodotti con la pasta da zucchero, così l’ultimo bauletto Vuitton o l’ultima pochette Chanel, invece che indossarla, potrete ormai anche mangiarla … se questo non è un lusso allora ..

E se poi voleste, al vostro matrimonio, stupirli tutti ..

 

Link utili:

Blog di Annikka

Wedding Blog

The Cake Show

Festival Cake

Corsi Cake Design

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Christian Louboutin, genio e sregolatezza


Rizzoli ha fatto il colpaccio. Ebbene si. Chiedere ad un maestro di tale portata e di tale fama di realizzare un libro, sulle sue opere d’arte, possiamo definirlo si un colpaccio e di sicuro sarà l’evento editoriale  dell’anno.
Non stiamo parlando di un poeta, né di pittore, né di uno stilista, né di uno sculture men che meno di uno scrittore.
Stiamo parlando di Louboutin. E voi come lo definireste se non artista e basta?
Una donna che non ha mai desiderato un paio di Louboutin ai piedi, probabilmente, azzardiamo, non è una vera donna.

Insomma avete capito. Da due giorni esatti è uscito il libro che molte attendevano, che tutte desiderano sfogliare. Una raccolta fotografica di tutti suoi modelli più originali, quelli che hanno reso famoso in tutto il mondo il marchio, il suo nome, da più di 20 anni.

Lanciata in Francia, nel 1991, la sua linea di scarpe conquista subito i favori della critica più spietata, tira in ballo anche i più conservatori e oltrepassa il limite del ruolo del ruolo della scarpa osando con la suola rossa, colore ispirato pare dallo smalto della sua segretaria e soprattutto perché il suo estro gli imponeva di uscir fuori, allo scoperto, con qualcosa di scioccante, anticonvenzionale rispetto ai colori classici dell suole.

Christian Louboutin famoso anche per l’allestimento dei suoi negozi, esce con un libro, dopo aver rispolverato il suo archivio e messo in ordine la maggior parte dei modelli che quasi non ricordava più. Rosse, gialle, dorate, tacco a spillo, suola rossa, argentate, impreziosite da fiocchi, strass. Un visionario incantevole, che porta la donna verso mondi inesplorati, la incita ad osare, a permettersi quel look ai piedi che tanto attira, che tanto incuriosisce. Un vezzo tutto femminile.

Il libro è uscito il 4 Ottobre. L’eclettico shoes designer si avvale della collaborazione dell’arte fotografica e della visual art per mostrare i suoi pezzi unici, opere (e non semplicemente accessori) indossate dalle celebrities più importanti, alle donne comuni che hanno intrapreso viaggi solo per recarsi nei suoi negozi più importanti.
Non è solo una scarpa. E’ uno stile di vita, un’emozione vissuta. Il marchio ha creato una storia, dove la donna ed il suo piede sono i protagonisti. La fantasia è la regina di tutta questa storia, David Linch il noto regista, ha curato con alcuni scatti gli ultimi due capitoli del libro (in totale i capitoli del libro sono 6). Solo l’arte fotografica può rendere concretezza ad una storia raccontata, ad una vita vissuta nelle più grandi maison della moda francese e non. John Malkovich ne ha curato la prefazione.

Costa circa 120.00 € ma se il vostro compleanno è alle porte allora…  ;)

 

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Polimoda. Alta Formazione.


Ferruccio Ferragamo. Iniziando un post con un nome così capirete che l’argomento di oggi sul nostro blog, è cosa buona e giusta.
Quanti di voi, da piccoli o ancora adesso non hanno mai sognato di entrare a far parte di quel mondo così fiabesco e chic, della moda? Diremmo ..un buon 90%? Forse si, forse no. A dirla tutta, in fondo, una parte del nostro estro anche più riservato si concede di tanto in tanto, voli pindarici (anche se in silenzio) che ci vedono proiettati su qualche passerella o al centro di un party, un evento di lavoro, solo per il look scelto e per l’appeal e l’originalità emanata come essenza profumata.
E’ opportuno, quando sentiamo in noi del talento, seguirlo e nel migliore dei modi, con quella costanza e dedizione che solo i grandi nomi hanno avuto.

In Italia, la formazione professionale per quanto riguarda questo settore, è all’avanguardia.
Anche se, parlare di Made in Italy, in quest’ultimo periodo desta discussioni, tra le più interessanti e coinvolgenti, Polimoda, istituto fondato nel 1986, è il più importante centro di formazione per l’Alta Moda.
Dal design al marketing, dal management alla comunicazione, Polimoda è in grado di formare i profili più importanti di un’azienda.
Tra i numeri che saltano agli occhi, quello che più ci ha incuriosito è 83% di occupati dopo gli studi portati a compimento presso l’Istituto. Il rapporto costante e vivo tra realtà aziendale e tessuto formativo diventa importante, fondamentale per creare profili che possano agevolare il mercato della moda in Italia e fuori dal confine nazionale, con quella professionalità ricercata, ambita e necessaria.

Così l’asse del management: Ferruccio Ferragamo, il Presidente, Santo Versace, President Polimoda Consulting e da gennaio 2007 Polimoda, affida il suo progetto di sviluppo al suo attuale Direttore, Linda Loppa, la donna che 1981 fonda il Dipartimento di Fashion Design presso la Royal Academy of Fine Arts di Anversa. Un punto di riferimento importante per l’Alta moda, Linda, un nome che porta con sé un  background professionale unico e solo per poter proiettare Polimoda verso confini internazionali e con una spiccata attenzione e ricerca verso la qualità in ogni settore della scuola, dai corsi agli eventi, alla formazione.
La scuola, negli ultimi anni ha rafforzato tramite i corsi, la stretta connessione tra marketing e moda. Il talento non può prescindere da una visione oltre i limiti del settore che coniughi lo stile, la moda, le creazioni con il mercato di oggi e quello del prossimo futuro.
In un rapido giro sul web troviamo Polimoda anche sui social network; su Facebook, conta già circa 8.300 fan, su Twitter circa 830 follower. L’uso dei social network ha reso più visibile una scuola che a molti era ancora poco nota e accessibile.

Non è soltanto un istituto come lo si può immaginare nel più basico linguaggio accademico. E’ la casa dello “Stile”, dove innovazione e ricerca vanno di pari passo allo studio dei Paesi oltre i nostri confini e delle nuove tendenze. Più volte negli anni POLIMODA, ha modificato la propria immagine, il proprio status, tenendo saldo il rapporto con i media e più esattamente con la stampa. E’ un “modo di essere” per chi vive all’interno di esso e per chi ne viene a contatto e contagiato.

Alla fine dei corsi, anche Polimoda, organizza il suo Fashion Show, dando la possibilità agli studenti di Fashion Desing di ricevere le emozioni della passerella in un vero e proprio evento; i vincitori 2011 sono stati Alycia Marie Dean-Johns premio per la collezione più creativa, Fabio Chimenti quello per la collezione più mediatica e Laura Colle il riconoscimento per la collezione più commerciale, il premio dei fashion bloggers è andato a Giulia Bastiani. Premio del Dean, assegnato da Linda Loppa, a Riccardo Monagheddu.

Polimoda – riferimenti:

+39 055 7399628
orientation@polimoda.com

 


 

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Chi dice donna, dice trucco. Forse.

Avete mai pensato seriamente al vostro make up?
Siete così assolutamente sicure di conoscervi, di aver compreso e capito che le vostre imperfezioni sono e saranno la chiave di svolta per rendervi uniche, irresistibili, originali, irrimediabilmente sexy?

Siete veramente consapevoli del fatto che la vostra bellezza parta dalla cura delle vostre imperfezioni? Forse no. O forse si. L’importante è che proviate a mettervi in dubbio, così da migliorare o semplicemente chiedervi se il blu sia meglio del nocciola, o se il rosso renda sgradevoli le vostre labbra invece che seducenti. Prima di attingere alla tavolozza con pennello e attrezzi da piccolo chirurgo per rendervi irresistibili, assicuratevi di essere perfettamente sicure di conoscere il vostro viso.

PROVA per le TIRDY Girls (durata – 10 minuti)

Sciacquate perfettemente la pelle del vostro viso, detergetela con un prodotto idoneo, preferibilmente senza alcool e mettetevi davanti ad uno specchio, magari da sole, almeno per 10 minuti. Cosa vedete? Si, ok, un viso, il vostro ..e a parte questo? C’è qualcosa che vi emoziona in mezzo ai vostri tratti, attraverso il vostro sguardo o pensate di avere lo stesso fascino di un coniglio in casseruola? Prima di renderci (forse solo secondo noi) irresistibili dobbiamo essere convinte di esserlo, davvero. E non solo per le nostre caratteristiche fisiche ma soprattutto per tutto ciò che tra una combinazione celestiale tra sguardo e parola emessa, può spargere fascino e dolcezza, femminilità e sensualità, accoglienza prima verso noi stesse, poi verso il resto del mondo. Ognuna di noi è un Paese da scoprire, sia con la tavolozza ;) sia con l’acqua ed il sapone.

Tornando a noi..

La buona regola, in previsione della nuova stagione in arrivo, promuove generalmente la sobrietà, quella dettata dall’eleganza e dalle dolci e calde nuance autunnali.

Anche quest’anno dalle passerelle di tutto il mondo arrivano novità sia sull’uso, sia sulla scelta dei colori per l’arte applicata, invece che su di una tela, sul nostro viso.

SOS labbra, occhi e unghie. Proprio così. Saranno i tratti distintivi per i quali saremo notate.
Occhi grandi, piccoli, a mandorla, rotondi, sporgenti, chiari o scuri. Labbra carnose, voluttuose, sottili o a “cuscinetto” morbide o spigolose.

L’incarnato diafano sarà la base dalla quale partire. Da qui luce alle labbra con rossetti glossy glossy ;) dal colore rosso cupo al dorato, dal cioccolato al viola scuro.

E per chi ha sempre ritenuto i propri occhi troppo grandi, be’.. è arrivato il momento giusto. Matite bianche all’interno per illuminare ed ingrandire qualsiasi tipo di occhio. L’occhio, il più noto specchio (forse) dell’anima adesso per questo Autunno Inverno 2011/2012 avrà assoluto ruolo da protagonista per conquistare, sedurre, incantare, ovunque voi siate.

Dior e Chanel propongono un look smoky eyes in versione blu cobalto, in abbinamento alla manicure dando spazio ai colori infiniti e alle innumerevoli sfumature  degli abissi e di tutta la meravigliosa natura dei paesi esotici, giocando ad alternare, colori scuri a colori chiari e perlati.

Zigomi perfettamente e architettonicamente messi in risalto da blush dai colori vivi e in contrapposizione all’incarnato, per creare uno stile forte ma personalizzato, l’effetto circo equestre, assolutamente abolito. Sabbie dorate, le nuove terre (polveri) da mettere con pennelli grandi e morbidi su tutto il viso. Dolce & Gabbana vi stupiranno ….

Dior predilige per quest’anno il nero ed il blu cobalto, due colori che per le more diventano manosanta per le occasioni più speciali e soprattutto serali.
Non mancano glitter e polveri dorate da cospargere a fine make-up non solo sul viso ma sopratutto sui vostri capelli per ottenere l’effetto vamp assicurato.

Siete allora pronte per questo autunno alle porte?

Su, Tirdyne che anche in questi mesi ci divertiremo insieme a scoprire trend e novità look in anteprima..

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Crazy for fashion apps!!!!

Fashion addicted in vacanza, nel tempo libero o nel traffico, lontane dal pc? Niente panico: la moda è sul telefonino!!

Le apps prêt-à-porter si moltiplicano e iPhone e smartphone diventano inseparabili compagni di viaggio per essere sempre aggiornate sugli ultimi trend e le ultime proposte anche quando si è lontane da casa e ufficio.

E mentre dalle grandi catene come Zara – che ha creato un’applicazione per lo shopping on line e i nuovi arrivi – alle grandi maison come Valentino, Chanel e moltissime altre – che mostrano collezioni, fashion show e news – si cerca di tenere up to date noi appassionatissime delle ultime tendenze, dai grandi portali della moda nascono le apps più svariate, colorate e fantasiose.

Vogue, Elle, Glamour, Vanity Fair…tutti pronti per un tuffo nella tecnologia!

Tra le più originali, recentemente da Condé Nast Italia arriva GLAMOUR Personal Shopper Italia, un’applicazione che ti accompagna a fare shopping in tutta Italia, come un vero personal shopper a portata di borsa. Grazie a questa applicazione, infatti, potrete guardare i look suggeriti dalla redazione di Glamour, leggere ogni giorno il blog aggiornato con le ultime tendenze, e scovare i negozi più glamour di tutta Italia con tanto di geolocalizzazione.

Vogue Stylist ti aggiorna ogni mese con le ultime tendenze, e direttamente dal tuo telefonino puoi prendere ispirazione dai nuovi look creati per te, ricevere suggerimenti basati sul tempo e la temperatura del luogo in cui ti trovi, selezionare ed acquistare i tuoi articoli preferiti tra gli sponsor di Vogue direttamente dall’applicazione. E se voleste creare una wish list personale dalle pagine di Vogue America di settembre? Basta scaricare Vogue Wish List, alla portata di un click.

Style.com porta direttamente sul tuo telefonino, ovunque tu sia, il meglio della moda da New York, Milano, Parigi e Londra, aggiornandoti su eventi fashion, sfilate e party e fornendoti un intero archivio di passerelle passate e presenti.

Il costo? Assolutamente gratuito!

E a voi quanto piace essere aggiornate? Come vorreste interagire con il mondo della moda dal vostro telefonino?

Stay tuned! :)

 

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Shorts. Trend estate.

 

Per essere fantastiche e trendy in ogni momento, a dispetto dell’occasione e del caldo torrido che dilaga nelle nostre città e nei luoghi di vacanza, un capo che non può mancare nel nostro guardaroba: gli shorts.

Decisamente un must have per noi ragazze che amiamo scoprire le gambe, più comodi di una minigonna, gli shorts possono essere indossati in un’infinita varietà di stili, e per questo motivo diventano uno dei capi più versatili della nostra collezione personale.

Ma qual è la ragione per cui amiamo particolarmente questo capo? Ma certo: ci fa sentire allo stesso tempo sexy e comode, senza perdere la nostra inconfondibile nuance glamour e la nostra intrigante femminilità.

Ve ne sono tantissimi tipi, e questo ci permette di abbinarli a qualunque capo (o quasi!) ottenendo i più disparati effetti di stile!

Reinterpretati da tutti gli stilisti – da Chanel a Tommy Hilfiger, da Moschino Chip&Chic ad Hermès – in chiave personale ed originale, hanno spopolato sulle passerelle in ogni collezione primavera/estate 2011. I trend di questa stagione sono stati infatti incredibilmente vari e diversi, e questo ci ha permesso di mixare capi creando outfit adattabili allo stesso tempo alla nostra personalità e a ciò che del nostro corpo amiamo mettere in risalto.

Tessuti, tagli, colori, dimensioni diverse, dunque, per un capo mai passato di moda, reinventato con l’arrivo di ogni estate. Vita bassa, vita alta, attillati o un po’ lenti, corti o a mezza coscia, con bottoncini, risvolti, e in stile militare…chi più shorts ha più ne indossi!

E se per osare gli hot pants (il modello corto corto cortissimo) è importante che Madre Natura sia stata generosa regalandoci gambe snelle, affusolate e super-slanciate, per bermuda e pantaloncini a palloncino una forma più morbida non farà difetto su nessuna.

Puntando poi sulle scarpe – tacchi altissimi per slanciare e rendere la mise molto chic, sandali ultra-flat e ballerine per assumere uno stile più sbarazzino, o stivali riprendendo una mitica B.B. degli anni ’60 – la variabilità e l’effetto reso sono assolutamente sorprendenti.

Un po’ burlesque, un po’ pin up in un look molto vintage; un po’ navy indossati con ampie maglie a righe; intrigantemente chic abbinati ad un blazer. Gli shorts sono capaci di trasformarsi e trasformarci da casual chic a formali o rock grazie a pochi dettagli.

E voi, come li avete interpretati in questa calda estate?

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