C’è una generazione, quella delle spalline, degli anfibi di vernice nera, delle calze a righe e i dei mitici ciclisti, che ha vissuto ogni sua canzone, ogni bollicina di coca-cola bevuta ai suoi concerti, o durante le feste.
In quegli stessi anni, è stato poco ben visto dalla stampa e dai media in generale. Genio e sregolatezza. Passione romagnola e la trasgressione più come principio di vita, per viverla su di un palco che per moda.
Di lui si è sempre parlato e forse chiacchierato un po’ troppo. A volte anche a sproposito o semplicemente perché solo “tema del giorno”.
Una tra le personalità più complesse; eccentrica e poliedrica.
Da quando ha scoperto Feisbùc (così lo chiama) , i suoi “clippini” sono diventati le perle dispensate ai fans che tra commenti e “I like” lo seguono costantemente.
Oggi un comunicato. Lo stop al tour. Per problemi di salute, dicono i medici, non può sostenere le fatiche di un’esibizione da concerto. La delusione dei fan è minore rispetto alla preoccupazione per le sue condizioni.
La sua morte ha scioccato il mondo. A 27 anni non si dovrebbe morire. Non così almeno. La ragazza, ribelle e spregiudicata aveva però stile da vendere. Una nuova icona, indiscussa sul piano della personalità che si rifletteva sul mondo della moda e su quello della musica.
Suo padre, un tassista e sua madre un’infermiera. Nasce nel 1983. Nel 2003 l’esordio. Black to Black la fionda in un’onda di popolarità nel 2006. Il suo timbro caldo, graffiante, la sua presenza scenica, il suo carattere, un mix straordinario per i tabloid più popolari. Il suo modo impertinente e senza etichetta di rendersi personaggio con un trucco esagerato, con un look aggressivo ma allo stesso tempo sexy, la rendono appetibile alle case di moda e ai fotografi che vogliono fermare quell’irrequietezza in scatti d’autore. La sua voce è stata definita quella black tra le più belle dei nostri tempi.
Una voce maturata nel talento e non educata dallo studio. La pin-up dei nostri giorni. Pois, colori sgargianti, capelli arruffati e cotonati, eye-liner evidente. Chanel le dedica una collezione. Vogue le copertine. Lo stile accattivante ma retrò la porta ad essere emulata per dettare accoppiamenti stravaganti con colori e flash back anni sessanta.
La sua voce fa piangere e sognare, vivere con le emozioni più semplici, quelle in superficie solo se non si legge tra le righe dei suoi testi. Lei si è sofferta. Nelle sue dichiarazioni ufficiali alla stampa non mentiva. La sua instabilità nel poter vivere nel mondo e con il mondo l’ha portata a sedare completamente quelle che avrebbero potuto essere invece le sue potenzialità di vita da star a lungo termine.
Perchè parlare di lei oggi. Perché non esistono “star maledette” esistono uomini e donne che si perdono nella loro sofferenza. Alcune di queste, per vocazione, per talento e per carattere lasciano solchi che devono restare vuoti senza esser riempiti, nessuno è sostituibile.
Tante fan corre voce, siano in preda alla foga di imitarla nei suoi gesti, nei suoi modi.
L’imitazione è fine a se stessa. E’ sempre meglio scoprire la nostra esclusività e per quanto possiamo tra look, personalità e stile di vita, rendiamola inimitabile
Ecco la sua voce, in un video forse girato con un telefonino …