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Prima la indossi. Poi la mangi.

Chanel Cake di Annikka

Più volte e in svariate sedi abbiamo sottolineato quanto sia bello poter esprimersi attraverso l’arte. La moda è un’arte, la pittura è un’arte, la scrittura è un’arte e così via. Qualsiasi nostra azione, poi, fatta con l’intento di creare qualcosa che faccia sentire la bellezza della propria identità è sempre un’opera d’arte che sia un vestito, un accessorio, un quadro, lo stile di una casa, un racconto … Di recente una delle tante passioni che uomini e donne, coltivano, è diventata per molti un lavoro: il Cake Design. La fantasia e l’arte si mescolano con pasta di zucchero , forme e colori.

Numerosi i blog sul tema. Le ragazze diciamo che sono pioniere nel settore ma i maschietti, anche loro, si dan da fare.
Lo scorso week-end a Bologna si è tenuta la prima edizione del “The Cake Show” organizzato da Maison Madaleine in collaborazione con Eridiana. L’affluenza è stata oltre ogni aspettativa, tanto che gli organizzatori hanno avuto qualche problema tecnico e di gestione. La bacheca della pagina Fan di Maison Madaleine è assediata da commenti forse poco piacevoli per chi ha messo cuore e anima nel metter su l’appuntamento ma a nostro avviso, anche questo potrà di certo migliorare la prossima edizione, visto che l’iniziativa, permette la condivisione di una delle passioni che stimolano l’appetito, inebriamo l’olfatto e mantengono vivo anche il buon artigianato italiano.


Un’arte, questa, che ha origine anglosassoni, infatti, la pasta di zucchero che si usa per adornare, guarnire e rifinire i dolci in questione pare si chiami royal ice, ovvero ghiaccio reale, per l’aspetto così levigato e perfetto e perché pare che la prima torta così rifinita e guarnita sia stata proprio quella del matrimonio della Regina Vittoria, nel 1840.

Pasta di zucchero, coloranti, disegno fatto a mano, attrezzi , fantasia e tanta ma tanta delicatezza .. Se la voglia di metter le mani in pasta, insomma , vi assale e non sapete proprio come fare , oltre che a leggere i vari blog che trovate in rete, a vedere qualche programma televisivo, a sentire i vostri amici, a sbirciare la cucina di qualche pasticceria, a partecipare agli eventi più in e segnarvi ai loro corsi,insomma oltre a tutto questo, avete a disposizione una vasta gamma di libri, meravigliosamente rilegati, con foto-shock da trauma zuccherino e capirete che ..o vi date una mossa o non vi resta che mangiare.


Nonostante vi siano eccellenze maschili, come Buddy Valastro (tutte sintonizzate su Real Time quando arriva lui ..) le donne italiane stanno mettendo in campo tutta la loro creatività e voglia di sedurre con le loro doti imprenditoriali, manageriali per fare in modo che la passione diventi anche attività commerciale, apprezzata e richiesta.

Le donne che si avvicinano ai corsi dei “Maestri d’arte” per diventare delle professioniste, sono le più diverse con altrettanto diverse motivazioni. C’è chi comincia per gioco e si ritrova ad aprire la pasticceria più glamour della città, con eventi ad hoc e legando alla semplice vendita un progetto personalizzato, su richiesta del cliente offrendo un servizio esclusivo, affascinante.

Si, perché il cake desing non è ad uso e abuso poi solo dei più piccoli; solitamente la prima cosa a cui si pensa è la solita torta a cartone animano, no?

Spopolano i fashion cake; CHANEL, LOUIS VUITTON, PRADA, FENDI, MANOLO etc.. questi alcuni dei brand più riprodotti con la pasta da zucchero, così l’ultimo bauletto Vuitton o l’ultima pochette Chanel, invece che indossarla, potrete ormai anche mangiarla … se questo non è un lusso allora ..

E se poi voleste, al vostro matrimonio, stupirli tutti ..

 

Link utili:

Blog di Annikka

Wedding Blog

The Cake Show

Festival Cake

Corsi Cake Design

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Christian Louboutin, genio e sregolatezza


Rizzoli ha fatto il colpaccio. Ebbene si. Chiedere ad un maestro di tale portata e di tale fama di realizzare un libro, sulle sue opere d’arte, possiamo definirlo si un colpaccio e di sicuro sarà l’evento editoriale  dell’anno.
Non stiamo parlando di un poeta, né di pittore, né di uno stilista, né di uno sculture men che meno di uno scrittore.
Stiamo parlando di Louboutin. E voi come lo definireste se non artista e basta?
Una donna che non ha mai desiderato un paio di Louboutin ai piedi, probabilmente, azzardiamo, non è una vera donna.

Insomma avete capito. Da due giorni esatti è uscito il libro che molte attendevano, che tutte desiderano sfogliare. Una raccolta fotografica di tutti suoi modelli più originali, quelli che hanno reso famoso in tutto il mondo il marchio, il suo nome, da più di 20 anni.

Lanciata in Francia, nel 1991, la sua linea di scarpe conquista subito i favori della critica più spietata, tira in ballo anche i più conservatori e oltrepassa il limite del ruolo del ruolo della scarpa osando con la suola rossa, colore ispirato pare dallo smalto della sua segretaria e soprattutto perché il suo estro gli imponeva di uscir fuori, allo scoperto, con qualcosa di scioccante, anticonvenzionale rispetto ai colori classici dell suole.

Christian Louboutin famoso anche per l’allestimento dei suoi negozi, esce con un libro, dopo aver rispolverato il suo archivio e messo in ordine la maggior parte dei modelli che quasi non ricordava più. Rosse, gialle, dorate, tacco a spillo, suola rossa, argentate, impreziosite da fiocchi, strass. Un visionario incantevole, che porta la donna verso mondi inesplorati, la incita ad osare, a permettersi quel look ai piedi che tanto attira, che tanto incuriosisce. Un vezzo tutto femminile.

Il libro è uscito il 4 Ottobre. L’eclettico shoes designer si avvale della collaborazione dell’arte fotografica e della visual art per mostrare i suoi pezzi unici, opere (e non semplicemente accessori) indossate dalle celebrities più importanti, alle donne comuni che hanno intrapreso viaggi solo per recarsi nei suoi negozi più importanti.
Non è solo una scarpa. E’ uno stile di vita, un’emozione vissuta. Il marchio ha creato una storia, dove la donna ed il suo piede sono i protagonisti. La fantasia è la regina di tutta questa storia, David Linch il noto regista, ha curato con alcuni scatti gli ultimi due capitoli del libro (in totale i capitoli del libro sono 6). Solo l’arte fotografica può rendere concretezza ad una storia raccontata, ad una vita vissuta nelle più grandi maison della moda francese e non. John Malkovich ne ha curato la prefazione.

Costa circa 120.00 € ma se il vostro compleanno è alle porte allora…  ;)

 

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Gunter Grass. La scrittura ed il disegno.

Il mio secolo 1989 acquerello su carta, 1997-1999 41,8 x 64,7 cm Collezione Würth, Inv. 7709 © Steidl-Verlag, Göttingen / Günter Grass 2011

Siamo andati a vedere per voi la mostra di Günter Grass presso la meravigliosa location dell’Art Forum Würth Capena.

Il percorso organizzato su due livelli, vi porterà in due dimensioni: una quella dell’intuito, l’altra quella dell’analisi. Di sicuro non è di facile comprensione ma poi l’arte va per forza compresa?

L’elaborazione che Grass ha fatto, di quasi un secolo di storia, attraverso i momenti più importanti, quelli epocali che hanno segnato generazioni intere, dai momenti più tragici a quelli meno dolorosi e felici, risulta essere un percorso dell’anima, che anche se non tuo, in qualche modo ti appartiene.

Disegno del ciclo Mostrare la lingua inchiostro di china su carta, 1987 34 x 50 cm Collezione Würth, Inv. 3661 © Steidl-Verlag, Göttingen / Günter Grass 2011

Colori grigi, tonalità cupe per gli anni più duri della Germania  ’30/’40, colori vivi, gioiosi, partecipativi, morbidi per gli anni più belli, per le conquiste sociali e storiche dell’uomo. I colori nascono da un vortice bianco, segnano un contrasto molto forte, d’impatto che risalta il pensiero e la rivisitazione personale in forma disegnata ma sottolineano in maniera netta ed evidente il bianco, forse il colore preferito di Grass ..”Bianca è solo la carta. Deve essere macchiata, vivificata da linee dure o fragili o popolata da parole che raccontano la realtà, in maniera sempre nuova diversa. Un disegnatore, scrittore è una persona che non cambia mai inchiostro.” (Günter Grass). Il bianco è l’unico colore che permette la totale e piena espressione dell’uomo. Bianco è il colore che da importanza al contenuto.

Il mio secolo 1969 acquerello su carta, 1997-1999 41,8 x 64,7 cm Collezione Würth, Inv. 7689 © Steidl-Verlag, Göttingen / Günter Grass 2011

La mostra ospita lavori datati tra il 1952 e i primi anni Duemila: si passa da alcune sculture fino ad arrivare ad interi cicli di disegni, che in alcuni casi sono parte viva e integrante dei suoi scritti. Infatti, utilizzando al tempo stesso scrittura e pittura, le immagini e i testi si completano, mescolandosi e confluendo le une negli altri. Talvolta i disegni e gli acquerelli sono riempiti di parole e testi come in Mostrare la lingua (1987), in altri casi l’immagine diventa l’illustrazione di un testo come ne Il mio secolo (1997-1999), in altri ancora si arriva addirittura alla creazione di un nuovo genere, quello dell’Aquadichte (Aquarelli: acquerello, Gedichte: poesia), come in Reperti per non lettori (1997), dove l’acquerello e la poesia sono un tutt’uno.

Le tecniche grafiche utilizzate da Grass spaziano dall’inchiostro su carta di Mostrare la Lingua, agli acquerelli di Reperti per non lettori e Il mio secolo. In quest’ultimo, protagonisti di un’osservazione critica e attenta del Novecento sono fatti e persone che hanno “subito” la storia: un viaggio dentro il secolo scorso, visto con gli occhi di un personaggio fortemente controverso che provoca allo stesso tempo dissensi, ma soprattutto apprezzamenti per il suo genio letterario.

Adesso una nota di merito al Gruppo Würth. Che un’azienda, il cui core business è la commercializzazione di prodotti per il montaggio ed il fissaggio, si dedichi alla divulgazione della cultura e dell’arte, è un fatto da rilevare con orgoglio poiché operazioni del genere creano tessuto sociale e culturale di alto livello. Le mostre, così come gli spazi espositivi nelle tante filiali estere del Gruppo, costituiscono la prova tangibile di questo impegno molto particolare e di questa simbiosi tra i capolavori della Collezione Würth, che conta ormai oltre 14.000 opere d’arte, e il mondo del lavoro.

Un grazie particolare alla segreteria dell’ART FORUM WÜRTH CAPENA, per la disponibilità e la cortesia.

Tirdy non tarderà ad organizzare altre fughe verso l’arte, poiché, come più volte ripetuto..l’arte e la moda vivono della stessa linfa, dello stesso estro, dello stesso calore.

Riferimenti:

www.artforumwuerth.itart.forum@wuerth.it

ORARIO: LUNEDÌ – SABATO 10.00 – 17.00, DOMENICA E FESTIVI CHIUSO

VISITA GUIDATA: SABATO, ORE 11.00

INGRESSO GRATUITO


 

ufficio stampa

Studio Martinotti

tel. e fax. +39 06.97 84 85 70

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