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Lui e il Mea Culpa!

Cari ragazze e ragazzi, ho accettato questa proposta e con piacere esporrò il mio punto di vista, sperando di avvicinarmi il più possibile a quello dei ragazzi della mia età.
La moda per una donna vuol dire tanto, basti pensare a cosa farebbe per un paio di scarpe, un vestito, una gonna, un tacco dodici e molto altro.

Del resto non gli si può assolutamente dare torto, in una società come questa, dove a far da padrone sono il materialismo, l’esteriorità e la ricchezza,tutto questo appare “normale” e giustificato. Ma cosa spinge una donna a provare benessere e piacere indossando una pelliccia di ”grido” piuttosto che una borsa firmata?? Forse il problema cari maschietti..siamo proprio NOI! Rifletteteci e guardate la donna che avete accanto o che vorreste avere accanto.. L’avreste mai voluta conoscere se non si fosse presentata all’Università con un abbondante scollatura o con dei jeans stretti? Avreste mai provato attrazione fisica e sentimentale verso di lei se non avesse avuto quell’acconciatura e quel trucco provocante?

La verità ragazzi, è che forse siamo proprio noi ragazzi, che ci lamentiamo spesso della superficialità di questo argomento a tinte femminili, a muoverlo involontariamente. In natura gli animali usano vari metodi per attirare la donna e viceversa, c’è chi canta, chi lotta e chi annusa..mentre a noi basta vedere un vestito succinto,un certo stile o un determinato portamento, per essere attratti dall’altro sesso.

ll problema è che queste sono solo “maschere”, convenzioni sociali… “l’uomo non sarà mai nudo, perciò non sarà mai libero”. Spesso sento dire che la moda esprime il proprio essere, secondo il mio parere invece esprime solamente una collocazione esterna ad un complesso sociale che ha messo da parte il dialogo “vero”e l’interiorità della proprio persona. Insomma basta un abito per farci innamorare?……Be’ non a caso Rita Levi-Montalcini a domanda rispondeva: ”Gli essere più perfetti sono gli uni-cellulari….” A voi le valutazioni.. saluti a tutti e buona moda! (M.C 1991 – Roma)

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Cari lettori, care lettrici…

Un post diverso dal solito appuntamento. Perché?
Perché sono tante le email che riceviamo in redazione su ..cos’è la moda, a cosa serve, perché seguirla etc..
L’idea di sentire una voce fuori dal coro, di sentire l’opinione di un tipetto che parla ma in fin dei conti, così ci ha fatto intuire da una rapida chiacchierata, anche lui si fa incastrare dal primo sguardo, dal look styloso, dalle scollature un po’ impertinenti.. ci sembrava carina e così gli abbiam proposto di dire la sua sull’argomento..
Fatto si sta, la moda pensiamo non abbia e non debba avere moralizzatori né moralizzatrici, se serve a far scoprire piano piano cosa c’è sotto al bel vestito (in senso ovviamente metaforico) che ben venga. Alla fine è solo un discorso relativo alla persona..
Vero è, però, toglieteci tutto …ma non il desiderio di farci notare ;) ….. by TIRDY

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P/E. Corsi e ricorsi storici.

Corsi e ricorsi storici è la frase che spesso ci sentiamo dire e ripetiamo agli altri. Ci capita spesso nella vita di vedere fatti o situazioni sociali e culturali che richiamano un contesto storico che proviene dal passato. Anche nella moda ciò accade, mai come quest’anno, infatti, questa frase può essere usata per indicare le nuove tendenze che richiamano gli anni Venti.

Un ritorno ai Roaring Twenties con tutto ciò che porta con se: spalle scoperte, pailette, perline di vetro, labbra rosse con visi candidi altamente sensuali e cinturini attorno alle caviglie.

Questa tendenza si è palesata durante la sfilata primavera estate 2012 di Gucci, con abiti da sera ispirati al jazz e allo stile della fine degli anni Venti, frange dorate e scollature hanno avvicinato il pubblico in un’epoca passata ma mai così vicina dal punto di vista del costume. I capelli tagliati a caschetto e abiti per la prima volta tendenzialmente verso il minimalismo, seppur ancora lontani dalla vera accezione di questo termine, sono stati il principio di un cambiamento che ha portato verso la flessibilità delle scelte nell’abbigliamento di quegli anni.

Prima di arrivare nelle passerelle primavera estate, lo stile anni Venti è stato rivisitato al Festival di Cannes nel maggio scorso con due film che ne hanno anticipato la tendenza in altri ambiti sociali e di costume e che hanno aperto allo stile post Belle Époque: Woody Allen con Midnight in Paris e The Artist di Michel Hazanavicius , film in bianco e nero e senza traccia sonora. Il primo racconta le dinamiche dell’innamoramento, sviscerando i segreti e i misteri che arricchiscono le nostre esistenze; il secondo, invece, è una storia ambientata durante il passaggio dal cinema muto a quello sonoro, con protagonisti Jean Dujardin e Berenice Bejo. Si è trattato di un fatto di notevole importanza e di grande influenza, soprattutto perché nell’era del 3D è stata una scelta difficile, ma che ha avuto i suoi frutti sia in termini di pubblico e di critica sia, con molta probabilità, nelle tendenze di questa primavera estate 2012.

Ma la moda non subisce soltanto l’influenza degli anni venti, ma verrà riproposta un’immagine un po’ ribelle, soprattutto nelle acconciature. Dalla Fashion Week di Milano è possibile cogliere anche le sfumature, non soltanto le macro tendenze più palpabili. A Milano ha avuto un certo peso Rocco Barocco, il quale pur avendo subito il furto delle collezioni all’interno del suo showroom milanese, è riuscito a sfilare con modelli innovativi. Abiti romantici, con pizzi e volant è il minimo comune denominatore della collezione proposta.

Di particolare originalità e, soprattutto, di seduzione è la collezione di abiti da sera di John Richmond, con spalle e braccia scoperte e un velo impalpabile altamente sensuale che copre tutto  lasciando visibile la sinuosità del corpo.

Sarà la stagione anche della morbidezza dei tessuti, dell’aspetto naturale e minimalista. Le fantasie che avranno maggiore successo saranno quelle floreali accostate con altri materiali in metallo insieme a quelli naturali e in resina.

Sarà una stagione ricca anche dal punto di vista delle scelte e degli stili altamente eleganti e sobri allo stesso tempo.

Per quanto ognuno veda l’autunno come una stagione già vissuta, la primavera è sempre, a tutti, una rinascita.

Theodore Francis Powys

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Pitti 2012. Quando la forma diventa essenza.

PITTI 2012

Promozione del design e dell’industria italiana, è questo, in estrema sintesi, l’obiettivo di Pitti Immagine.
Pitti Immagine è protezione del made in Italy e riscoperta delle radici della moda, e non solo, del bel Paese. Le fiere organizzate sono sempre contraddistinte dalla innovazione e la ricerca costante di nuovi progetti su cui investire e scommettere.
Pitti Uomo, Pitti Immagine W, Pitti Immagine Bimbo, Pitti Immagine Filati, Touch! Neozone Cloudnine, Taste, Modaprima, Flagranze. Sono questi i progetti portati avanti con la massima professionalità e competenza da Pitti Immagine.

Ma qual è la storia di Pitti Immagine? Quando si afferma e diventa punto di riferimento per la moda italiana?

Il tutto ha inizio negli anni ’50, in quell’Italia da poco uscita dalla seconda guerra mondiale e in ginocchio per le distruzioni. Vengono organizzate a Firenze, nella Sala Bianca di Palazzo Pitti, delle sfilate di moda per poi, nel 1954, costituire Centro di Firenze per la Moda Italiana per iniziativa di Giovan Battista Giorgini.
La storia di Pitti Immagine affonda le proprie radici in un Paese profondamente diverso da quello di oggi, ma, nonostante ciò, ha sempre trovato il modo di rinnovarsi e presentarsi nel modo più aderente alla realtà, in un crescendo sino ad arrivare alla realtà che oggi rappresenta.


Pitti Uomo, che ha avuto luogo a Firenze dal 10 al 13 gennaio, è una delle più importanti manifestazioni a livello internazionale inerenti l’ambito dell’abbigliamento e degli accessori maschili, basta vedere i numeri di questa edizione per coglierne l’importanza: 1073 brand, di cui ben 411 stranieri, su quasi 60.000 metri di superficie espositiva a disposizione. I visitatori? Circa 30.000, di cui oltre 23.000 acquirenti e non semplici visitatori.

Contemporaneamente a Pitti Uomo è stato organizzato Pitti Immagine W, dedicato alle concezioni innovative e all’avanguardia del design moda per la donna. Anche in questo evento si tratta di numeri importanti, con circa 70 brand presenti alla manifestazione. Dal prossimo 19 gennaio sino al 21 gennaio, invece, si terrà Pitti Immagine Bambino, il salone internazionale dedicato al childrenswear. In questo evento verranno presentate le nuove tendenze inerenti il mondo della moda bimbo. L’evento sarà ricco di spunti e novità visto che parteciperanno 510 brand nazionali e internazionali del settore.

Pitti Immagine Filati avrà inizio dal prossimo 25 gennaio per concludersi giorno 27, interamente dedicato alle fibre e ai filati maggiormente richieste dal mercato sia interno sia internazionale. Anche questo evento, grazie all’esperienza Pitti, è inserito in una posizione di leadership internazionale nell’ambito del comparto di riferimento, con 85 marchi, di cui 5 esteri.
Touch! Neozone Cloudnine, il pianeta degli accessori femminili sia tradizionali sia innovativi, da qui partono le nuove tendenze lanciate dagli oltre 7.000 buyer internazionali. L’evento avrà luogo dal 25 al 27 febbraio a Milano.


Taste, evento in calendario dal 10 al 12 marzo prossimo, riguarda il settore della gastronomia, con un mercato di riferimento internazionale di grande rilievo: Stati Uniti, Germania, Svizzera, Francia, Spagna, Gran Bretagna, Giappone, Russia e Brasile, sono i Paesi interessati a questa esposizione che si tiene alla stazione Leopolda di Firenze. Questo evento dimostra l’attenzione di Pitti ai prodotti di qualità italiana che prescindono dalla moda.


Fragranze, evento ormai giunto alla sua decima edizione, che si terrà nei mesi di settembre dal 7 al 9, presenta ciò che di meglio offre la scena mondiale in riferimento al settore dei profumi. Tutti gli eventi si terranno a Firenze, salvo Touch! Neozone Cloudnine che avrà luogo a Milano, è il teatro sarà l’ex Stazione ferroviaria Leopalda, usata da Pitti per predisporre mostre ed eventi che parlano sia il linguaggio della modernità sia quello della tradizione, il tutto in una cornice unica come quella di un luogo che fu crocevia di vite e speranze come una stazione ferroviaria, durante quella che storicamente fu la Firenze capitale.

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AltaRoma uguale AltaModa

Dal 27 al 31 gennaio prossimi si terrà a Roma la settimana dell’alta moda. AltaRomaAltaModa, è questo il nome dell’iniziativa capitolina che avrà luogo in concomitanza con la nuova apertura di Luis Vuitton allo Spazio Etoile.

Il venerdì 27 gennaio ci sarà il pre-opening, con una visita guidata, presso il Palazzo Altemps e la presentazione de “La moda italiana veste il Risorgimento”. L’appuntamento di questo anno non era dato per certo, sino a poco tempo fa, infatti, non era stata confermata la sua realizzazione. Ma alla fine la buone notizia per il mondo della moda è arrivata, AltaRoma AltaModa si terrà regolarmente come le scorse edizioni, una notizia entusiasmante sia per gli operatori del settore sia per i visitatori.
Gli appuntamenti annuali sono due: gennaio e luglio. Offrono occasioni irripetibili per le aziende, in quanto sono ricche di incontri con le storiche maison italiane e internazionali.


Nell’edizione che a breve avrà inizio verranno presentate le collezioni haute couture primavera estate 2012, con la partecipazione delle più prestigiose Case di Alta moda del calibro di Renato Balestra, Giada Curti, Abed Mahfou, Stella Jean, Camillo Bona, Angelo Gratis, Gianni Molaro, Gattinoni, Ka-Mo, Tony Ward, Raffaella Curiel, Jack Glisso, Fausto Sarli e Marella Ferrera.
Gli eventi avranno luogo nella prestigiosa via Veneto, al Marriott Grand Hotel Flora, luogo che ricorda la “dolce vita romana”. In tale sede i vari brand presenteranno ciò che di meglio c’è nelle linee di produzione.
Il calendario degli eventi di questa edizione offre anche eventi collaterali di particolare interesse, come “Roma New Generation” che si terrà fra l’Eur e Ostiense, verranno presentati una serie di brand selezionati appositamente per l’evento; “Limited Unlimeted”, ideata da Silvia Venturini Fendi ed ormai giunta alla sua terza edizione con le sue ricerche sartoriali fra avanguardia e tradizione; “Room Service”, dedicato alla sartorialità e al design con la mostra fotografica di Wayne Maser, professionista di alto livello noto in tutto il mondo della fotografia per avere impresso nelle sue pellicole le personalità più importanti degli ultimi 30 anni, con scatti fotografici d’autore ininterrottamente prodotti dagli anni ’70 ad oggi; A.I Artisanal Intelligence, un progetto ambizioso che ha lo scopo di unificare Arte, Artigianato e Moda, tutto sotto il “marchio” made in Italy, attraverso una pubblicazione che è interamente dedicata alle creatività emergenti, un blog e la partecipazioni agli eventi in linea con il loro scopo finale.


Grazie a eventi di questo tipo Roma riconferma, qualora ci fossero dei dubbi, di essere anche la capitale della creatività, perché i giovani stilisti emergenti riescono a trovare un confronto all’altezza di aspirazioni elevate e che guardano lontano. La creatività deve avere grandi ideali per potersi sprigionare, AltaRoma dà questa possibilità a coloro che vi partecipano e non solo. Partecipare ad eventi come questi, anche come semplici osservatori, dà uno stimolo in più non solo per migliorare se stessi, ma anche modo di godere della bellezza estetica di accessori e capi di abbigliamento originali e che vanno oltre quello che normalmente si riesce a vedere in altri ambiti.

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Trench Forever

Il trench è un vero e proprio evergreen dell’abbigliamento che ritorna di anno in anno, un classico che è allo stesso tempo elegante e sportivo. La forza del trench sta proprio in questa versatilità nell’adattarsi alle situazioni e allo stile di chi lo indossa, senza mai forzarne la personalità.

Ma qual è la storia del trench?

Quando nasce e come riesce a diventare uno dei capi di abbigliamento maggiormente presenti e desiderati nella vita delle donne?
L’origine del trench è militare, anche il nome ne richiama la sua estrazione, perché significa appunto “trincea”. Fanno parte della storia del trench tre grandi case di produzione: Burberry, Acquascutum e Mackintosh.


La prima produzione dell’indumento è stata fatta da Burberry nel 1901 per i reparti di fanteria inglesi, la sua caratteristica di maggiore rilievo era quella di proteggere i soldati in trincea dal freddo e dalla pioggia, grazie alla sua stoffa impermeabile e alla tessitura a spina di pesce.


Anche Acquascutum ha avuto un ruolo determinante per il trench, in quanto li produsse per i soldati della British Royal Flyining Corps durante la prima guerra mondiale.


L’altro brand che ebbe un ruolo decisivo fu Mackintosh, che riuscì nel 1823 a perfezionare l’impermeabilizzazione, con tessuti idonei a contrastare la pioggia, una caratteristica fondamentale per l’uso in situazioni difficili a livello climatico.


Fra Burberry, Acquascutum e Mackintosh si discute ancora oggi di chi sia la paternità del tessuto idrorepellente che caratterizza il trench.
Senza dubbio, andando oltre la diatriba sull’origine del trench, la griffe che viene considerata maggiormente rappresentativa per questo capo di abbigliamento è Burberry, con la sua riconoscibile federa scozzese.
Il passaggio dal settore militare a quello dell’uso civile avvenne nel corso degli anni venti, destinato a essere negli anni successivi uno degli indumenti di maggiore desiderio, anche grazie al suo impiego cinematografico. Dive del cinema ne fecero un largo uso, al punto da farlo diventare un classico dell’abbigliamento femminile.
Come non ricordare Greta Garbo con il classico trench indossato con semplicità, ma anche con molta eleganza, nel 1928 nel film “Destino”, in cui lanciò la moda del trench con disegno scozzese.


Nel 1929 Gloria Swanson, nel film “Queen Kelly”, indossa un classico trench color kaki con colletto rialzato a doppio petto.
Bette Davis nel 1934, allora stella nascente del cinema hollywoodiano, indossò un trench nero legato in vita nel film “Schiavo d’amore”. Negli anni successivi venne indossato anche da Audrey Hepburn in “Colazione da Tiffany” (1961).


Nei film degli ultimi anni molte attrici indossano l’ormai famoso trench con cintura, come quello di Meryl Streep, nella parte di Miranda Priestley, in “Il diavolo veste Prada” (2006).

Dall’impiego cinematografico del trench si passò, naturalmente, anche alla società, divenendo fenomeno di costume, anche Jaqueline Bouvier, moglie di John Fitzgerald Kennedy, ne indossava di diversi.
Nel tempo il trench ha visto un’evoluzione che ha permesso un impiego sempre più ampio, le passerelle per la prossima stagione offrono modelli per tutte le tipologie stilistiche, si va dal trench coat in pelle scamosciata a quello più semplice stile giacca da pesca in cotone rivestito, disponibile in diversi colori accesi e vivaci. Particolarmente apprezzato è anche il trench coat corto in gabardine, sia colore larice argento sia arancione bruciato, anche se il colore classico del trench rimane l’intramontabile color kaki.
Classico o dal colore vivace, lungo o corto, in stoffa o in pelle, il trench rimane uno dei capi fondamentali per l’abbigliamento femminile, l’indumento che non può mancare nell’armadio di una donna.

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La solita annosa questione: che mi metto?

Si è vero. Son belli e strepitosi con quell’aria così natalizia così carica di love & peace, i giorni che precedono il Santo Natale e la notte di San Silvestro (pare siano i giorni più attesi dell’anno).

La scelta di come passarli, ci differenzia, uomini e donne, grandi e piccoli.

Chi desidera il calore della famiglia, soprattutto se durante si hanno poche possibilità di star con essa, chi predilige le serate con gli amici, chi si fionda 3 mesi prima in agenzia e sceglie il solito paese tropicale in barba a sciarpe, cappelli e montoni, chi si dà all’accoglienza aprendo le porte di casa e ospitando il cugino più lontano della propria dinastia, chi si dedica alla cucina e alle mille ricette natalizie, chi invece a casa ci torna solo per il cambio mise e continua a perlustrare in lungo ed in largo tutti gli eventi della propria città (e #sapevatelo spazierà da quelli a cui è stato/a invitato/o a quelli in cui si infiltrerà con un trench 007 tornato, come ogni anno, di moda).

Il fatto è che comunque e dovunque passerete le vostre feste non smetterete mai di dire “ E adesso che mi metto?” Non dite di no, pena l’espulsione dal mondo fashion :-)

E allora per aiutarvi in questo momento così difficile, evitiamo di proporvi la solita manfrina del “vestitevi così” : 1) perché ognuna/o di voi è unica/o, originale, ognuna/o di voi ha classe da poter utilizzare in versione elegance o in versione casual;

2) perché se vi dicessimo come vestirvi, che gusto ci sarebbe poi a torturare la mamma, la migliore amica, il fidanzato, la sorella e tutta la settima generazione con il “mi presti”?

Un’ultima cosa; non è necessario scegliate il vestito stile Sissi in Ungheria, a volte basta un bel jeans con una t-shirt un po’ più particolare, curata nel dettaglio, magari decolté e con qualche punto luce, un bel trucco (per valorizzare il vostro viso) e due/tre accessori in abbinamento per rendervi speciali anche per quella notte lì. Quella dei desideri, quella in cui carichiamo ogni stella di aspettative per un anno intero, quella in cui adoriamo buttarci alle spalle ciò che è stato… E allora possano arrivarvi i nostri migliori auguri, per un anno intenso e ricco di sogni. Che poi si avverino o no, non importa, l’importante è …che continuiate a SOGNARE.

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Il Ritorno di Mr. Montgomery

Ogni anno si parla di un “ritorno” . Un modo, sicuro e invincibile, per attirare l’attenzione di fashion blogger, appassionati di moda, giornalisti e per convincerci che così saremo di certo più “trendy” più “cool”. I giochi ormai li conosciamo e  in effetti, ci piacciono pure. Questa è la moda ed il suo giro. Diversamente forse ci annoierebbe, no?

Grande ritorno del Montgomery. Capo di classe (forse lo ricorderete come trauma infantile quando vostra madre vi obbligava ad indossarlo, magari color blu navy o grey topo) torna a luccicare nelle grandi maison di moda, in quelle più piccole ed in ogni paese.
Ci piace.


Ci piace perché con quel suo cappuccio e quegli alamari dove i creativi possono sbizzarrirsi, conquista l’uomo e possiede completamente la donna. Già nel 2008 (altro epico ritorno) Marc Jacobs ne aveva fatto un capo esclusivo ridisegnandolo versione montanaro cool. Anche qui (ahimè come la nostra amata borsa, care nostre femminucce) dobbiamo all’uomo e alla Royal Navy per proteggere i propri militari dalle temperature più rigide. Il nome lo si deve al Generale Bernard Law Montgomery, di certo non famoso per il suo fascino ma per il ruolo che ebbe nella seconda guerra mondiale contro le forze italo-tedesche, che usava portarlo spesso e sopra la divisa.

Diventa un capo di lusso, con rifinite decorazioni sugli alamari e quando lo stile diventa geometrico e deciso.
In tweed, colorato, lungo o corto, con o senza mantellina, con o senza pon pon, grandi tasche e comode, con cintura per il giro vita o che casca a sacco rigido, di lana, in cashmere o in tessuto tecno, insomma l’ennesimo “ritorno” di quest’anno lo trovate di ogni tipo e modello, per accontentare ogni vostro desiderio ..

Sicuramente vi piacerà la gallery che vi consigliamo di vedere redatta da Style come è piaciuta anche a noi ..

E voi lo avete già acquistato? Qual’è il vostro stile preferito?

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I Love My Bag

Keybag, la creazione di Joao Sabino – borsa realizzata con 393 pulsanti provenienti da tastiere di computer

Per alcune è solo un vezzo, per altre un semplice accessorio, per molte praticamente l’ossigeno!
Così pratica, così bella, così comoda. La borsa si sa, ormai si è tramutata in un oggetto conteso e adorato, a completo servizio del nostro look e per la nostra capacità di condensare in questa, l’intero mondo femminile ..bracciali, rossetti, portamonete, salva slip, agende, penne, chiavi (sempre un’impresa trovarle lì dentro) e le più ambiziose anche ombrelli e attaccapanni alla Mary Poppins…

Se prima era qualcosa di pratico ed utile, oggi è anche qualcosa di esclusivo e ricercato.
Sapevate che il termine “borsa” deriva da un contenitore maschile in pelle appartenente all’uomo nei primi anni del XX secolo? Eh si, dobbiamo a loro, ai maschietti il nome. Facciamo però un bel passo indietro e fermiamoci all’epoca medievale.
Abbiamo trovato girovagando sul web un post interessante e dettagliato sul percorso storico della sacca a noi tanto cara e vi proponiamo uno stralcio del post con l’invito di andare a proseguire la lettura qui, il testo è linkato quindi basta fare click!

Le tasche per le donne nei secoli XVII XVIII furono separati dai vestiti, e vennero fatte grandi tasche di tessuto, appese alla cintura che veniva legata sotto la gonna. Una fenditura nelle gonne e sottane consentiva il facile accesso alla tasca in modo che qualsivoglia si avesse avuto bisogno delle proprie forbici o Sali profumati, si avevano a portata di mano. Il contenuto delle tasche femminili era piuttosto simile a quello che contengono le nostre borse oggi. Il V & A Museum di Londra documenta un assortimento di strumenti per cucire, un fazzoletto, un blocchetto per scrivere, denaro e strumenti per i ritocchi estetici, bottigline di profumo, chiavi, anche una mela o un’arancia, come contenuto delle tasche di una donna. Proprio come le borse di oggi, le tasche femminili sono off-limits, quasi un misterioso dominio, tintinnante nel segreto delle loro gonne.
Fu a cavallo del XIX secolo che il “reticolo”, precursore della borsa moderna, entrò di moda. L’ampia gonna a cerchi del diciottesimo secolo, aveva dato il via alla moda della vita sottile, persino tirata, con vestiti di mussola vaporosa, a vita alta e che abbracciano il corpo, mostrandone le forme. Nessuna donna alla moda avrebbe voluto rovinare la propria immagine appendendo alle loro sottane delle tasche stracolme di oggetti ingombranti. E così nacque la prima borsa alla moda.

Le grandi case di moda Gucci, Prada, Louis Vuitton, Braccialini, Fendi ogni anno ci stupiscono con nuovi modelli, colori, tessuti, (forme se pensiamo a Braccialini) ma anche quelle che potremmo definire le griffe più modeste non si limitano, in questo settore la creatività è padrona. Ognuno sa (l’uomo il più consapevole forse del meccanismo perverso che si instaura) che la borsa per una donna non è semplicemente un capriccio. A differenza delle scarpe, che si indossano e si smettono a casa o in ufficio (quando si ha la fortuna di possedere una stanza tutta per sé) la borsa rimane un’estensione della donna elegante, sportiva, estrosa o irriverente; che la porti a mano o a tracolla, appesa al polso, sottobraccio è comunque consapevole del fatto che la scelta al mattino richiederà sempre un attimo di concentrazione e silenzio. Pochi secondi per poter decidere di che borsa far morire, l’amica, la collega, la suocera, la cognata o accalappiare il boss, l’ometto puntato, il partner più disattento etc..

A volte la borsa rivela segreti e particolarità del carattere di una donna che neanche lo psicanalista più in voga e di grido, potrebbe riepilogarli tutti e minuziosamente.

Ci sono quelle colorate ..

La borsa di Too Late, realizzata in feltro.

Ci sono quelle artigianali ..

NINU, brand italiano di borse fatte a mano

Ci sono quelle chic …

Ci sono quelle sportive …

 

Ci sono le sfiziose …

Ci sono le maxi pochette …

E poi ci sono quelle per autodifesa (vedi muso riccio) e charme  ….

Borsa Riccio – Braccialini – Muso metallico con pietre preziose

Insomma a dirla tutta, non supererà mai il feticismo legato alla scarpa ma di certo diventerà sempre più l’oggetto sul quale la donna verserà le maggiori attenzioni ..

(Anche a Tirdy piacciono le borse, e sai perché? Bianca a volte, per portarlo con sé all’Università lo nasconde qui dentro ….ssshhh non dirlo a nessuno però! E’ un segreto tra me e te ♥♥♥ )

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Amici di letto. Ma anche no.

"Amici di Letto" un film di Will Gluck

Il 14 Ottobre è uscito nelle sale cinematografiche Amici di Letto”, un film i cui protagonisti sono nomi noti, parliamo di Justin Timberlake e Mila Kunis. Se fate un giro sul web, troverete recensioni più o meno interessanti, di certo non stiamo parlando del colossal dell’anno ma in tanti ammettono che sia una commedia divertente (esilarante solo per alcune scene) ma cosa ancora più interessante è il tema, sul quale questa commedia è stata messa su con dialogo e scenografia.

I due che si conoscono per lavoro vanno a letto insieme, scelta di comune accordo ma senza esser innamorati. Consapevolmente e da “maturi” scelgono di vivere uno di quei momenti che ognuno può e deve vivere come vuole, si, ma siamo sempre consapevoli delle conseguenze? I due “amici” di letto finiscono per innamorarsi (ma guarda un po’ ..)

Scena tratta dal film "Amici di Letto"

E chissà se vi è mai capitato di vivere una storia del genere. Esperti in materia affermano che mantenere un rapporto esclusivamente sull’interesse sessuale implica in ogni caso un coinvolgimento emozionale inevitabile, fisiologico. E, a parte l’esimio parere degli esperti, alcune interviste ad hoc sull’argomento e sulle ultime attività tanto in voga come l’”hooking up”, gli adolescenti pare siano più avvezzi alle chiacchiere che ai fatti. Parlare di sesso è un dovere ma le voci di corridoio creano mostri sacri che non hanno nessun fondamento concreto, sia per le femminucce sia per i maschietti. E’ un po’ da impavidi e a volte masochisti sfidarsi nella capacità di mantenere controllo sulle sensazioni e sul coinvolgimento post corpo a corpo, in particolare per le femminucce. Fisiologicamente diversi, le ultime, tendono ad intraprendere meccanismi diversi sui rapporti interpersonali, che si tratti di amicizia, lavoro, amore o solo sesso. Parità per le opportunità ma non conviene di certo parlare sulla parità per le reazioni. … .. Il grande schermo negli anni, ci ha abituati alla classica storia del belloccio, grande e figo, gran seduttore di bionde, more e cotte al vapore ma che poi alla fine sposa sempre la piccola verginella pura e bianca (con i desideri sessuali viola schock in testa).

Richard Gere e Debra Winger in "Ufficiale e Gentiluomo"

Le storie negli ultimi anni sono cambiate, le commedie hanno esorcizzato il duro dal cuore tenero trasformandolo in un fungo parassitario troppo devoto all’amor che tutto move e che annoia l’agguerrita scalatrice che da verginella che era, ora è protagonista della sua vita, delle sue scelte e che con disimpegno e savoir faire passa da un materasso all’altro.

Le protagoniste di "Sex and the City"

Ma in fondo, e sempre in fondo, ed in tutti i casi, anche l’agguerrita rimane invischiata, come uno scoglio tra i licheni, nei sentimenti.
Non le riesce proprio separare il sentimento dal coinvolgimento sessuale. E allora perché non rispettarsi un po’ di più? Perché non vivere le persone come tali, assaporandone identità, pensieri e personalità e sensualità? Forse quest’ultima, e diciamo forse, rimane sempre un’opinione, diventa molto più interessante e coinvolgente quando vissuta nel contesto di una relazione.

Però come si suol dire … ai posteri l’ardua sentenza ..

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Prima la indossi. Poi la mangi.

Chanel Cake di Annikka

Più volte e in svariate sedi abbiamo sottolineato quanto sia bello poter esprimersi attraverso l’arte. La moda è un’arte, la pittura è un’arte, la scrittura è un’arte e così via. Qualsiasi nostra azione, poi, fatta con l’intento di creare qualcosa che faccia sentire la bellezza della propria identità è sempre un’opera d’arte che sia un vestito, un accessorio, un quadro, lo stile di una casa, un racconto … Di recente una delle tante passioni che uomini e donne, coltivano, è diventata per molti un lavoro: il Cake Design. La fantasia e l’arte si mescolano con pasta di zucchero , forme e colori.

Numerosi i blog sul tema. Le ragazze diciamo che sono pioniere nel settore ma i maschietti, anche loro, si dan da fare.
Lo scorso week-end a Bologna si è tenuta la prima edizione del “The Cake Show” organizzato da Maison Madaleine in collaborazione con Eridiana. L’affluenza è stata oltre ogni aspettativa, tanto che gli organizzatori hanno avuto qualche problema tecnico e di gestione. La bacheca della pagina Fan di Maison Madaleine è assediata da commenti forse poco piacevoli per chi ha messo cuore e anima nel metter su l’appuntamento ma a nostro avviso, anche questo potrà di certo migliorare la prossima edizione, visto che l’iniziativa, permette la condivisione di una delle passioni che stimolano l’appetito, inebriamo l’olfatto e mantengono vivo anche il buon artigianato italiano.


Un’arte, questa, che ha origine anglosassoni, infatti, la pasta di zucchero che si usa per adornare, guarnire e rifinire i dolci in questione pare si chiami royal ice, ovvero ghiaccio reale, per l’aspetto così levigato e perfetto e perché pare che la prima torta così rifinita e guarnita sia stata proprio quella del matrimonio della Regina Vittoria, nel 1840.

Pasta di zucchero, coloranti, disegno fatto a mano, attrezzi , fantasia e tanta ma tanta delicatezza .. Se la voglia di metter le mani in pasta, insomma , vi assale e non sapete proprio come fare , oltre che a leggere i vari blog che trovate in rete, a vedere qualche programma televisivo, a sentire i vostri amici, a sbirciare la cucina di qualche pasticceria, a partecipare agli eventi più in e segnarvi ai loro corsi,insomma oltre a tutto questo, avete a disposizione una vasta gamma di libri, meravigliosamente rilegati, con foto-shock da trauma zuccherino e capirete che ..o vi date una mossa o non vi resta che mangiare.


Nonostante vi siano eccellenze maschili, come Buddy Valastro (tutte sintonizzate su Real Time quando arriva lui ..) le donne italiane stanno mettendo in campo tutta la loro creatività e voglia di sedurre con le loro doti imprenditoriali, manageriali per fare in modo che la passione diventi anche attività commerciale, apprezzata e richiesta.

Le donne che si avvicinano ai corsi dei “Maestri d’arte” per diventare delle professioniste, sono le più diverse con altrettanto diverse motivazioni. C’è chi comincia per gioco e si ritrova ad aprire la pasticceria più glamour della città, con eventi ad hoc e legando alla semplice vendita un progetto personalizzato, su richiesta del cliente offrendo un servizio esclusivo, affascinante.

Si, perché il cake desing non è ad uso e abuso poi solo dei più piccoli; solitamente la prima cosa a cui si pensa è la solita torta a cartone animano, no?

Spopolano i fashion cake; CHANEL, LOUIS VUITTON, PRADA, FENDI, MANOLO etc.. questi alcuni dei brand più riprodotti con la pasta da zucchero, così l’ultimo bauletto Vuitton o l’ultima pochette Chanel, invece che indossarla, potrete ormai anche mangiarla … se questo non è un lusso allora ..

E se poi voleste, al vostro matrimonio, stupirli tutti ..

 

Link utili:

Blog di Annikka

Wedding Blog

The Cake Show

Festival Cake

Corsi Cake Design

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Emma Watson. Incantesimi e magie.

"Da piccola volevo essere una fata"

 

Emma Watson ha 21 anni e stile da invidiare: la piccola Hermione Granger è cresciuta, ed oggi le magie le fa sul red carpet, incantando pubblico e fotografi senza sbagliare un colpo.

Ha posato per servizi importanti ed è stata immortalata da fotografi come Karl Lagerfeld, Mario Testino, Nick Knight e Patrick Demarchelier. È apparsa sulle riviste più in voga come Harper’s Bazaar, Vogue Elle Uk, Vogue Italia, Vanity Fair, Teen Vogue, Marie Claire. La sua ascesa nel mondo della moda non si è di certo fermata qui. Non solo Hermione è stata scelta come testimonial per Burberry nelle collezioni autunno-inverno 2009 e primavera-estate 2010, ma ha anche firmato, nel febbraio 2010, Love from Emma, una collezione di vestiti ecosostenibili in collaborazione con People Tree – marchio inglese che realizza abiti e accessori in rispetto del commercio e della produzione sostenibile – cui ha anche devoluto parte dei fondi provenienti dal progetto attuato in collaborazione con Alberta Ferretti per la collezione primavera-estate 2011.

Eppure quella che ora si direbbe un’artista a 360° – attrice, stilista, modella per l’agenzia Storm – dallo stile tutto da copiare non è sempre stata esattamente un’icona fashion. Nelle sue prime comparse sul red carpet e nelle sue prime interviste, infatti, indossava abiti da bambolina dalle fantasie simil-tenda che, pur facendola apparire graziosa, non riuscivano di certo a renderle il giusto.

Poi i 18 anni e la trasformazione. La Watson indossa abiti importanti, valorizzando creazioni di stilisti d’alta moda con innata eleganza e disinvoltura. Alla première di Harry Potter e i doni della morte Parte II incanta il pubblico in Bottega Veneta, seducendo in un abito drappeggiato dai toni caldi e avvolgenti e lasciando nell’ombra i due coprotagonisti che restano nettamente “indietro”.

Ed ora che anche l’ultimo capitolo di Harry Potter è giunto al termine, forse Hermione potrà finalmente lasciare la scena libera ad Emma. Non più bambina ma donna. Quella Emma che ora posa per Vogue America, sicura di sé: colorito pallido che fa risaltare un trucco deciso, capelli indietro che lasciano spazio ad uno sguardo accattivante.

Intanto in Inghilterra, sulla rivista Glamour, viene designata come Best Dressed Woman 2011, la miglior vestita dell’anno.

A voi il giudizio finale.

 

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Amy Winehouse. La voce black dei nostri tempi.

Apprezzata, amata, criticata, contestata.

La sua morte ha scioccato il mondo. A 27 anni non si dovrebbe morire. Non così almeno. La ragazza, ribelle e spregiudicata aveva però stile da vendere. Una nuova icona, indiscussa sul piano della personalità che si rifletteva sul mondo della moda e su quello della musica.

Suo padre, un tassista e sua madre un’infermiera. Nasce nel 1983. Nel 2003 l’esordio. Black to Black la fionda in un’onda di popolarità nel 2006. Il suo timbro caldo, graffiante, la sua presenza scenica, il suo carattere, un mix straordinario per i tabloid più popolari. Il suo modo impertinente e senza etichetta di rendersi personaggio con un trucco esagerato, con un look aggressivo ma allo stesso tempo sexy, la rendono appetibile alle case di moda e ai fotografi che vogliono fermare quell’irrequietezza in scatti d’autore. La sua voce è stata definita quella black tra le più belle dei nostri tempi.

Una voce maturata nel talento e non educata dallo studio. La pin-up dei nostri giorni. Pois, colori sgargianti, capelli arruffati e cotonati, eye-liner evidente. Chanel le dedica una collezione. Vogue le copertine. Lo stile accattivante ma retrò la porta ad essere emulata per dettare accoppiamenti stravaganti con colori e flash back anni sessanta.

La sua voce fa piangere e sognare, vivere con le emozioni più semplici, quelle in superficie solo se non si legge tra le righe dei suoi testi. Lei si è sofferta. Nelle sue dichiarazioni ufficiali alla stampa non mentiva. La sua instabilità nel poter vivere nel mondo e con il mondo l’ha portata a sedare completamente quelle che avrebbero potuto essere invece le sue potenzialità di vita da star a lungo termine.

L’attenzione del mondo su di lei è stata forse (e qui poco pregio ai media) sulle sue debolezze non gestite e non fatte rientrare in una dimensione più adeguata. E le strumentalizzazioni fatte sulla sua dipartita lasciano il tempo che trovano ma fanno indignare (su Fan Page trovate una delle ultime).

Si è persa una grande voce.

Diva o non, ogni singola persona è sempre qualcosa di unico ed esclusivo, ogni singolo cuore pensante ha lacrime e sorrisi da dispensare. E lei aveva anche voce, suono, timbro, colore.
La sua voce è stata rivissuta attraverso due brani inediti come riportano Vito Lamberti , Michela Rossetti su Il Salvagente: “L’industria discografica si muove lenta, il web no. Se ci vorrà ancora del tempo prima di poter ascoltare l’album postumo di Amy Winehouse, ad appena una settimana dalla morte della cantante su Internet sono già disponibili due suoi brani inediti. Si tratta di “Round Midnight” e “Some Unholy War”, caricati dall’attuale produttore della Winehouse, Salaam Remi, sul suo blog http://salaamremi.tumblr.com/ Il primo pezzo, contenuto in “Back to Black”, è stato postato la sera del 23 luglio, giorno della morte della cantante, ed è stato già ascoltato da 53mila persone, con una crescita vertiginosa di ora in ora. “Round Midnight” è invece l’interpretazione di uno dei più noti pezzi del jazz, cantato già dall’artista inglese dopo il disco d’esordio, ed è ascoltabile sul blog di Salaam Remi dal 26 luglio, giorno del funerale”.

Il padre ha regalato ai fan i suoi vestiti e notizia recente probabilmente darà vita ad una Fondazione per quanti lottano contro l’abuso di alcool e stupefacenti. In molti sperano già che il gesto per esorcizzare un momento di dolore non venga in futuro mercificato da aste e speculazioni sui cimeli di Amy.

 

Perchè parlare di lei oggi. Perché non esistono “star maledette” esistono uomini e donne che si perdono nella loro sofferenza. Alcune di queste, per vocazione, per talento e per carattere lasciano solchi che devono restare vuoti senza esser riempiti, nessuno è sostituibile.

Tante fan corre voce, siano in preda alla foga di imitarla nei suoi gesti, nei suoi modi.
L’imitazione è fine a se stessa. E’ sempre meglio scoprire la nostra esclusività e per quanto possiamo tra look, personalità e stile di vita, rendiamola inimitabile ;)

Ecco la sua voce, in un video forse girato con un telefonino …

 

 

 

 

 

 

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Beach&Chic. Trend mare 2011.

 

Qualunque sia il vostro gusto in merito, qualunque sia la meta delle vostre vacanze,che stiate pensando di indossarlo in riva al mare, in barca o a bordo piscina, il vero protagonista dell’estate è sempre lui: il costume da bagno.
Identificate il vostro stile, il modello che più si addice alla forma del vostro corpo, (Vogue ha dedicato un’intera gallery alle linee morbide ) ed il vostro umore della giornata: non avrete che l’imbarazzo della scelta. Del resto di costumi non se ne possiedono mai abbastanza!
Bikini o trikini, classico o asimmetrico, floreale o geometrico, molto colorato o monocromatico…quest’anno si gioca con fantasie, forme e colori, con uno sguardo allo stile retrò per chi ama la particolarità e l’eccentricità dei dettagli o con la preferenza per linearità e semplicità, all’insegna del lessis more, per chi si affida ad un intramontabile e sexy classico tra i classici: il bikini nero passepartout, così spesso scelto in estate dalle celebrities, variante da spiaggia del famigerato tubino nero che ogni donna dovrebbe possedere nel proprio guardaroba.


Insieme allo stile vintage , torna in vita il costume intero, con la sua distintiva e raffinata eleganza, come mostra la versione proposta da Chanel nella sua Cruise Collection 2011/2012 . Pois, righe e quadretti un po’ “tovaglia” le fantasie più in voga.
In alternativa, per chi preferisce un’abbronzatura uniforme, le mille varianti del costume a due pezzi. Sempre in stile Fifties-Sixties, culotte e balconcino Lolita-style, sexy e retrò, abbinato ad occhiali cat-eye. Più semplicemente il tipo triangolino chiuso da laccetti, con più o meno lustrini e volant, o quello in cotone crochet.


Non dimentichiamo poi gli accessori, che anche in spiaggia fanno la differenza: grandi occhiali holliwoodiani, borse di paglia e cappelli a falda larga. Per completare il look: t-shirt a righe alla marinara, pantaloni capri, o ampi caftani dalle nuances delicate e tessuti leggerissimi. Sandali rigorosamente ultra-flat.

Buona tintarella!

Link da sbirciare ;)

Curvey

Tendenze 2011

Tubino

Vintage

Chanel

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La notte delle Stelle

“E tu, Cielo, dall'alto dei mondi sereni, infinito, immortale, oh! d'un pianto di stelle lo inondi..” Giovanni Pascoli

10 Agosto. Notte di San Lorenzo. Il martirio di un Santo, l’attesa di molti.

Ogni anno speranzosi tra spiagge e movida by night. Un appuntamento fisso che fra sacro e profano spinge all’organizzazione spontanea di gruppi per darsi appuntamento al buio e guardare la pioggia di “stelle cadenti”, lo sciame di meteore che disegnano lungo il cielo archi lucenti e portano in volo, i sogni ed i desideri di molti.

La notte di San Lorenzo ricorda il martirio del Santo, sepolto nell’omonima basilica a Roma e si dice che le stelle cadenti siano le lacrime del santo durante il martirio, rimaste nel cielo e cadenti solo la notte in cui si ricorda la sua morte.

Non finisce qui. Chi venera il Santo con il pensiero, alzando lo sguardo al cielo, avrà come ricompensa il desiderio espresso, esaudito.

Il desiderio va anticipato con “Stella mia bella stella desidero che..”. Un proverbio veneto dice “San Lorenzo dei martiri innocenti, casca dal ciel carboni ardenti”. Che funzioni o no, che ci si creda o no, tutti, grandi e piccoli si cimentano nel rito ma è sempre l’occasione per organizzare e ritrovarsi nel party più in o nella spiaggia più trendy.

Come vestirsi per guardare le stelle cadenti?

Evitate mise troppo eccentriche se siete in spiaggia, lasciate alle stelle il ruolo di protagoniste. Look chic ma comodo (ed evitate il tacco a spillo sulla sabbia ;) ). Magari dedicate un po’ di più tempo accessori e trucco, luminoso (magari ..water resistant :-) ). Dipende poi, dall’evento che avete scelto, dalla location e dall’imprevisto che ne potrà venir fuori.. E’ noto, infatti, che questa notte, è sempre ricordata forse poco per il povero San Lorenzo martirizzato ma tanto per i famosi inciuci che ne vengono fuori ..buio, luna (magari piena), desideri fluttuanti, amori impossibili e ..chissà..cosa vi riserverà questa notte di San Lorenzo 2011.

Qualche notizia più tecnica (Fonte Corriereinformazione ) “Attenzione: Quest’anno con le stelle cadenti bisogna giocare d’anticipo perché nel momento del picco, che cade nella notte fra il 12 e il 13 agosto, la Luna sarà piena e con la sua luce renderà difficile osservarle. Si prevedono 20-30 meteore l’ora, destinate ad aumentare a 100 durante il picco del 13 agosto, ma che saranno oscurate dalla luminosità della Luna piena. Il culmine, inoltre, è previsto alle 8,00 del mattino. Il consiglio degli esperti è di osservare le stelle cadenti questa notte e domani, perché la Luna, anche se in fase crescente non sarà ancora piena e di concentrare le osservazioni fra le 2,30 e le 3 del mattino, quando la Luna sarà già tramontata e non arrecherà disturbo.”

Tirdy aspetta i vostri racconti .. domani ;)

Per il trucco, guardate il tutorial di Clio, la conoscete già?

Buona notte di San Lorenzo !

 

Alcuni link utili se non avete ancora deciso cosa fare ..

Sardegna
Altre Regioni
Lombardia, Milano
Roma
Sicilia

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Estate. Un tuffo nello stile navy.

Se con l’estate arriva la voglia di mare, la moda anticipa le tendenze e fin dalla primavera un’esplosione di colori, tessuti, fantasie e simboli legati al mondo nautico ha invaso passerelle, boutique e grandi catene di abbigliamento in città, al mare e in montagna, e si è insinuata nei desideri di tutte noi fashion addicted.

Un tuffo a Biarritz, Porto Fino, Saint-Tropez o Capri, ed un giro su yatch da sogno tra le fresche nuance del bianco e del blu, con qualche nota di rosso, e l’impiego di dettagli in corda per cinture, borse, cappellini e scarpe a rendere particolari e caratteristici anche gli accessori più semplici, impreziosendo senza luccichini uno stile sbarazzino e leggero. Nodi da marinaio applicati o solamente disegnati, ancore, salvagenti, stelline e righe a non finire sono gli elementi decorativi per essere semplici ed eleganti allo stesso tempo, sdrammatizzando il look in quella rivisitazione dello stile navy che tutti gli anni si ripropone nelle sfilate delle collezioni primavera/estate.

Dal beachwear ai maxi-abiti, dagli shorts alle zeppe, dagli accessori ai dettagli più frivoli: le infinite varianti e le proposte degli stilisti inondano le passerelle con tutte le sfumature navy in cui si può declinare lo stile, sapendo sapientemente trasformare particolari spiritosi in tendenza haute couture.

Ricca di dettagli in stile marinaro la collezione primavera estate di Christian Dior, righe a non finire che sfilano nei maxi-abiti di Jil Sander e nelle collezioni di Prada e Marc Jacobs, che rivisitano colori e forme discostandosi dallo stile classico.
Ancora navy style sulle passerelle di Sonia Rykiel, e sulle borse di Diane Von Furstenberg, per non dimenticare Fiorucci e Moschino, che da sempre hanno saputo prendere spunto dallo stile marinaro per reinventare in modo assolutamente sfizioso i loro accessori con charms, materiali preziosi, e allegri richiami al marinaio più famoso del modo, Braccio di Ferro, e la sua improbabile quanto buffa fidanzata Olivia.

E voi marinaie? Siete pronte a salpare?

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Vasco Rossi. Stop al tour.

 

Tra Albe e Tramonti, pare che Vasco si sia dato alla condivisione di ogni suo momento.

C’è una generazione, quella delle spalline, degli anfibi di vernice nera, delle calze a righe e i dei mitici ciclisti, che ha vissuto ogni sua canzone, ogni bollicina di coca-cola bevuta ai suoi concerti, o durante le feste.

In quegli stessi anni, è stato poco ben visto dalla stampa e dai media in generale. Genio e sregolatezza. Passione romagnola e la trasgressione più come principio di vita, per viverla su di un palco che per moda.

Di lui si è sempre parlato e forse chiacchierato un po’ troppo. A volte anche a sproposito o semplicemente perché solo “tema del giorno”.

Una tra le personalità più complesse; eccentrica e poliedrica.

Un poeta per alcuni, semplicemente “Il Blasco” per altri. Il suo amore per la donna, decantato con i suoi testi, è e rimarrà indiscusso. In un clippino, recente, in cui si parla di “Alba Chiara”, offre  una sua perfomance “non-convenzionale” e parla della donna, della bellezza del suo percorso, dall’adolescenza alla maturità.

Da quando ha scoperto Feisbùc (così lo chiama) , i suoi “clippini” sono diventati le perle dispensate ai fans che tra commenti e “I like” lo seguono costantemente.

Con i clippini, ritrova il suo grande amore, la radio. Un po’ tra parodie e metafore, un po’ per vezzo ludico, un po’ per ricerca della verità, lui è lì. E parla. Seleziona pezzi vecchi e nuovi mentre parla in terza persona di se stesso e ironizza sulla definizione di  “Social Rocker”.

Oggi un comunicato. Lo stop al tour. Per problemi di salute, dicono i medici, non può sostenere le fatiche di un’esibizione da concerto. La delusione dei fan è minore rispetto alla preoccupazione per le sue condizioni.

Arrivano dopo la nota su Facebook circa 2.500 Like e quasi 3.000 commenti.

E dire che si stava forse ipotizzando, l’idea di un concerto, per sotterrare la diatriba storica tra i due big, Vasco e Liga, con i rispettivi fans.

Di qualche minuto fa un piccolo saluto, in forma artigianale per salutare i suoi fans, ammettendo la sua natura umana con la solita ironia che lo contraddistingue e lo rende unico.

Rimettiti presto. Ti aspettiamo.

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Sunglasses. Tendenze 2011.

       

Chanel collezione Occhiali da sole autunno inverno 2010-2011

Se è vero che nulla è più necessario del superfluo (e gli accessori ne sono la prova vivente!) l’oggetto cult più glamour, che più spicca ogni estate distinguendosi e variando tra forme e colori diversi ha anche una sua funzionalità da non sottovalutare.
Avete indovinato: stiamo parlando proprio degli occhiali da sole! Chi di voi, care adorabili fashion addicted, non ne acquista almeno due paia ogni estate, da aggiungere alla propria preziosa e vezzosa collezione?? Perché si sa: gli occhiali (…come le scarpe…le borse…gli orecchini……ed una lunghissima lista di altre cose che solo noi appassionate di moda possiamo capire) non sono mai abbastanza! C’è chi tende ad acquistare una montatura sportiva ed una elegante…chi un paio da spiaggia ed un paio da aperitivo…ciascuno secondo il proprio gusto e le proprie esigenze.

In effetti, la funzione degli occhiali da sole è davvero importante: proteggere i vostri occhi dal sole è una regola di cui non dovreste dimenticarvi né d’inverno né, a maggior ragione, d’estate. Per questo è bene evitare di acquistare modelli contraffatti, spesso dotati di lenti non certificate che possono davvero far male alla vista.

Ma al di là della protezione dai raggi, cos’è che ci spinge a desiderare di possedere un intero negozio di occhiali da sole?!? Probabilmente il loro potere di rendere particolare anche la mise più semplice, perfino banale! Gli occhiali da sole sanno dare quel tocco in più, renderci chic, sportive o intriganti, e sanno come abbinarsi con le tendenze della moda del momento e con il nostro movimentato mood!

Quest’anno, in cui il must è lo stile un po’ retrò per abiti, arredamento, automobili e chi più ne ha più ne metta, gli occhiali seguono, o per alcuni versi anticipano, questa tendenza.

Tornano di moda gli anni ’50 degli occhiali cat eye, che conferiscono un’allure felina allo sguardo. Un po’ Lolita, un po’ pin up, un po’ bon ton, vengono riportati all’antico splendore da Chloé, Dior e Prada.

Non mancano le montature da diva che ci fanno pensare a Audry e Jackie Kennedy…quelle esageratamente grandi e quelle un po’ più contenute, di cui ogni stilista fornisce la sua reinterpretazione in chiave up to date.

Classico e mai abbandonato lo stile aviator anni ’70: rinnovato, colorato ma comunque intramontabile. Un mito imitatissimo e sempre firmato Rayban.

Anni ’80 e Blues Brothers? Tornano in voga con i Wayfarer, coloratissimi nella montatura e nelle lenti, sempre molto spiritosi e decisamente cool!

Ricomparse anche le lenti circolari alla John Lennon, rivisitate quest’anno da Lady Gaga e di altre icone della moda. Vere protagoniste sono poi le decorazioni: dalle stampe fiorate alle sfumature fluo, quest’anno se ne vedono davvero di tutti i colori!  
E voi? Quale stile vi rappresenta?

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Shorts. Trend estate.

 

Per essere fantastiche e trendy in ogni momento, a dispetto dell’occasione e del caldo torrido che dilaga nelle nostre città e nei luoghi di vacanza, un capo che non può mancare nel nostro guardaroba: gli shorts.

Decisamente un must have per noi ragazze che amiamo scoprire le gambe, più comodi di una minigonna, gli shorts possono essere indossati in un’infinita varietà di stili, e per questo motivo diventano uno dei capi più versatili della nostra collezione personale.

Ma qual è la ragione per cui amiamo particolarmente questo capo? Ma certo: ci fa sentire allo stesso tempo sexy e comode, senza perdere la nostra inconfondibile nuance glamour e la nostra intrigante femminilità.

Ve ne sono tantissimi tipi, e questo ci permette di abbinarli a qualunque capo (o quasi!) ottenendo i più disparati effetti di stile!

Reinterpretati da tutti gli stilisti – da Chanel a Tommy Hilfiger, da Moschino Chip&Chic ad Hermès – in chiave personale ed originale, hanno spopolato sulle passerelle in ogni collezione primavera/estate 2011. I trend di questa stagione sono stati infatti incredibilmente vari e diversi, e questo ci ha permesso di mixare capi creando outfit adattabili allo stesso tempo alla nostra personalità e a ciò che del nostro corpo amiamo mettere in risalto.

Tessuti, tagli, colori, dimensioni diverse, dunque, per un capo mai passato di moda, reinventato con l’arrivo di ogni estate. Vita bassa, vita alta, attillati o un po’ lenti, corti o a mezza coscia, con bottoncini, risvolti, e in stile militare…chi più shorts ha più ne indossi!

E se per osare gli hot pants (il modello corto corto cortissimo) è importante che Madre Natura sia stata generosa regalandoci gambe snelle, affusolate e super-slanciate, per bermuda e pantaloncini a palloncino una forma più morbida non farà difetto su nessuna.

Puntando poi sulle scarpe – tacchi altissimi per slanciare e rendere la mise molto chic, sandali ultra-flat e ballerine per assumere uno stile più sbarazzino, o stivali riprendendo una mitica B.B. degli anni ’60 – la variabilità e l’effetto reso sono assolutamente sorprendenti.

Un po’ burlesque, un po’ pin up in un look molto vintage; un po’ navy indossati con ampie maglie a righe; intrigantemente chic abbinati ad un blazer. Gli shorts sono capaci di trasformarsi e trasformarci da casual chic a formali o rock grazie a pochi dettagli.

E voi, come li avete interpretati in questa calda estate?

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Crazy for fashion apps!!!!

Fashion addicted in vacanza, nel tempo libero o nel traffico, lontane dal pc? Niente panico: la moda è sul telefonino!!

Le apps prêt-à-porter si moltiplicano e iPhone e smartphone diventano inseparabili compagni di viaggio per essere sempre aggiornate sugli ultimi trend e le ultime proposte anche quando si è lontane da casa e ufficio.

E mentre dalle grandi catene come Zara – che ha creato un’applicazione per lo shopping on line e i nuovi arrivi – alle grandi maison come Valentino, Chanel e moltissime altre – che mostrano collezioni, fashion show e news – si cerca di tenere up to date noi appassionatissime delle ultime tendenze, dai grandi portali della moda nascono le apps più svariate, colorate e fantasiose.

Vogue, Elle, Glamour, Vanity Fair…tutti pronti per un tuffo nella tecnologia!

Tra le più originali, recentemente da Condé Nast Italia arriva GLAMOUR Personal Shopper Italia, un’applicazione che ti accompagna a fare shopping in tutta Italia, come un vero personal shopper a portata di borsa. Grazie a questa applicazione, infatti, potrete guardare i look suggeriti dalla redazione di Glamour, leggere ogni giorno il blog aggiornato con le ultime tendenze, e scovare i negozi più glamour di tutta Italia con tanto di geolocalizzazione.

Vogue Stylist ti aggiorna ogni mese con le ultime tendenze, e direttamente dal tuo telefonino puoi prendere ispirazione dai nuovi look creati per te, ricevere suggerimenti basati sul tempo e la temperatura del luogo in cui ti trovi, selezionare ed acquistare i tuoi articoli preferiti tra gli sponsor di Vogue direttamente dall’applicazione. E se voleste creare una wish list personale dalle pagine di Vogue America di settembre? Basta scaricare Vogue Wish List, alla portata di un click.

Style.com porta direttamente sul tuo telefonino, ovunque tu sia, il meglio della moda da New York, Milano, Parigi e Londra, aggiornandoti su eventi fashion, sfilate e party e fornendoti un intero archivio di passerelle passate e presenti.

Il costo? Assolutamente gratuito!

E a voi quanto piace essere aggiornate? Come vorreste interagire con il mondo della moda dal vostro telefonino?

Stay tuned! :)

 

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Mostra di Venezia. Cinema e moda tra click e ciak.

Ha qualche anno ormai, eppure vanta un fascino ed una bellezza evergreen, sempre innovativa e in cerca di talento, la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Si sta svolgendo in queste ore, l’evento cinematografico per cui attori, attrici, registi, registe, direttori di fotografia etc.. si guardano sperando di poter tenere tra le mani, l’ambito Leone d’Oro.

E’ uno dei premi più ricercati nel mondo del cinema come la Palma l’Orso d’Oro. Sarà per la bellezza del posto, per la romantica location che i divi di Hollywood un po’ ci invidiano, sarà per le nostre attrici tra le più affascinanti del grande schermo e sarà per la concentrazione di eminenze grigie del settore ma rimane uno degli appuntamenti più attesi e seguiti nonostante le intenzioni (forse non direttamente dichiarate) del Festival del Cinema di Roma di far calare un sipario alla Mostra.

Il suo direttore ( il cui cognome ci ricorda sempre di fare l’amore con il sapore :-) )Marco Muller, è una di quelle personalità così ben strutturate, così bene formate non solo nel campo del cinema, che dal suo insediamento, il Festival è riuscito a trovare la giusta via di mezzo tra tradizione ed innovazione, tra classico e moderno.

La selezione di quest’anno prevede grandi sfilate e divisioni, in merito di critiche, da far invidia alle acque di Mosè.

Tre i film italiani in concorsoTerraferma di Emanuele Crialese (4 settembre), Quando la notte, di Cristina Comencini (7 settembre) e L’ultimo terrestre, dell’esordiente Gian Alfonso Pacinotti (8 settembre).

Il tema dell’immigrazione è stato toccato dai nostri registi italiani, forse un po’ per le condizioni del nostro paese o per l’esigenza di trovare delle soluzioni di incontro e multiculturalismo che possano, nel rispetto di ogni individualità, portare probabilmente ad una società più evoluta e più ricca di temi, idee e fatti che potrebbero essere a maggior ragione fonte di ispirazioni per nuovi soggetti.

Al cinema, dunque, il compito di aiutarci a riflettere su quello che è dichiarato come “problema” e non come “opportunità”? Speriamo che i nostri politici tra una manovra e l’altra riescano ad andare a casa del Leone ;) .

Tante le star: da  George Clooney ad Al Pacino, alla coppia Monica Bellucci-Vincent Cassel ma il nostro scottish terrier infiltrato in passerella si è fermato completamente affascinato dalla diva di ssempre. Quella che, cambiano i tempi, le mode e i trend ma a lei si dedicano i media come le api al  miele; Madonna.

La Ciccone, oltre ad essere in concorso alla Mostra con il film “W.E” presenterà il Gucci Award for Women in Cinema 2011 grazie a Frida Giannini, Direttore creativo di GUCCI, durante una cena privatissima ;) . Si tratta di un prestigioso premio dedicato ad una eccellenza femminile del Cinema.

Le  candidate  sono  state  selezionate da secondo regia,  recitazione,  produzione,   direzione   della fotografia,   scenografia,   sceneggiatura, montaggio e costumi.

Eccole:

Caroline Champetier: direttrice della fotografia, Of Gods and Men;

Jessica Chastain: attrice, The tree of Life;

Federica Pontremoli: sceneggiatrice, Habemus Papam;

Nansun  Shi:  produttrice,  Detective Dee and the Mistery of the Phantom Flame;

Athina Tsangari: regista e produttrice, Attenberg.

Accanto  a Frida, saranno presenti in giuria le attrici Robin Wright eValeria Golino, James Franco e la programmatrice  della  Mostra  del  Cinema  di  Venezia  negli  USA, Giulia D’Agnolo Vallan.

Non poteva mancare poi dalla maison più chic del globo una donazione di 25.000 dollari al Maurice Kanbar Institute of Film and Television della NYU  Tisch  School  of the Arts a nome della vincitrice del Gucci Award for Women in Cinema 2011.

Chi sarà la fortunata?

Qui invece i film in concorso

Qui i film fuori concorso

Qui l’App ufficiale del Festival per smartphone

Qui il link all’utilissimo e molto social sito della Biennale

 

A chi sarà dato secondo voi il Leone d’Oro 2011?

Dopo il 10 settembre lo sapremo ..intanto pensateci ;)

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…E alla fine arriva la Vogue Fashion’s Night Out 2011!

L’estate sta finendo, ma prima di riporre nel guardaroba gli acquisti della nostra collezione primavera-estate, c’è un ultimo importante appuntamento della bella stagione a cui non possiamo assolutamente mancare: la Fashion’s Night Out.

Per il terzo anno di seguito, le città si tingono di mille colori, si immergono nelle luci, e ci regalano una notte intera dedicata alla moda.

Boutiques aperte tutta la notte per curiosare in anteprima tra le collezioni autunno-inverno; capi, gadget e accessori creati in limited edition appositamente per la notte più glamour dell’anno; e poi…concerti, arte, cultura, bellezza, appuntamenti con stilisti e personaggi del mondo dello spettacolo…party, dj set e cocktail esclusivi…

Non solo le grandi città della moda come New York, Milano, Londra e Parigi: l’evento si svolgerà in ben 17 paesi, e per il primo anno anche Roma parteciperà alla grande celebrazione della moda.

Ecco un elenco delle città che parteciperanno:

Australia: Sydney 8 Settembre

Cina: Shanghai 11 Settembre

Brasile: São Paulo 12 Settembre e Rio 13 Settembre

Francia: Parigi 8 Settembre

Grecia: Atene 15 Settembre e Tessalonica 20 Settembre

Germania: Berlino 8 Settembre e Düsseldorf 9 Settembre

Italia: Milano 8 Settembre e Roma 15 Settembre

Giappone: Tokyo 5 Novembre

Russia: Mosca 6 Settembre

India: New Delhi 10 Settembre

Taiwan: Taipei 17 Settembre

Corea: Seoul 21 Settembre

Messico: Città del Messico 8 Settembre

Portogallo: Lisbona 8 Settembre

Spagna: Madrid 7 Settembre

Turchia: Istanbul 15 Settembre

Stati Uniti: Nord America, Canada (e online) 8 Settembre

Regno Unito: Londra 8 Settembre

 

Nel nostro paese Milano e Roma saranno infatti coinvolte in questo “sogno di una notte di fine estate” firmata Vogue, che le travolgerà rispettivamente l’8 e il 15 settembre con una serie di appuntamenti da non perdere.

Per sapere con precisione come muovervi, sul sito ufficiale dedicato alla FNO potete trovare le mappe di Milano e Roma con la segnalazione dei luoghi in cui si svolgeranno le iniziative speciali (per Milano e Roma) e la possibilità di scaricare l’agenda degli eventi milanesi, nonché i punti vendita coinvolti e un’anteprima dei prodotti creati dai grandi brand in esclusiva per la serata.

Nel corso della serata romana verrà poi consegnato da Campari – drink ufficiale della manifestazione –  il premio Red Passion Prize a Bianca Balti ed Elio Germano, che sono stati capaci di incarnare la passione e  l’eccellenza italiana nel mondo e si sono fatti ambasciatori  dell’Italian Style.

 

Per le Tirdyne fortunate che si trovano nella Grande Mela, poi, c’è una app assolutamente gratuita da scaricare su iTunes per vivere la FNO a 360°!

Siete pronte per immergervi nella serata?

 

 

 

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Chi dice donna, dice trucco. Forse.

Avete mai pensato seriamente al vostro make up?
Siete così assolutamente sicure di conoscervi, di aver compreso e capito che le vostre imperfezioni sono e saranno la chiave di svolta per rendervi uniche, irresistibili, originali, irrimediabilmente sexy?

Siete veramente consapevoli del fatto che la vostra bellezza parta dalla cura delle vostre imperfezioni? Forse no. O forse si. L’importante è che proviate a mettervi in dubbio, così da migliorare o semplicemente chiedervi se il blu sia meglio del nocciola, o se il rosso renda sgradevoli le vostre labbra invece che seducenti. Prima di attingere alla tavolozza con pennello e attrezzi da piccolo chirurgo per rendervi irresistibili, assicuratevi di essere perfettamente sicure di conoscere il vostro viso.

PROVA per le TIRDY Girls (durata – 10 minuti)

Sciacquate perfettemente la pelle del vostro viso, detergetela con un prodotto idoneo, preferibilmente senza alcool e mettetevi davanti ad uno specchio, magari da sole, almeno per 10 minuti. Cosa vedete? Si, ok, un viso, il vostro ..e a parte questo? C’è qualcosa che vi emoziona in mezzo ai vostri tratti, attraverso il vostro sguardo o pensate di avere lo stesso fascino di un coniglio in casseruola? Prima di renderci (forse solo secondo noi) irresistibili dobbiamo essere convinte di esserlo, davvero. E non solo per le nostre caratteristiche fisiche ma soprattutto per tutto ciò che tra una combinazione celestiale tra sguardo e parola emessa, può spargere fascino e dolcezza, femminilità e sensualità, accoglienza prima verso noi stesse, poi verso il resto del mondo. Ognuna di noi è un Paese da scoprire, sia con la tavolozza ;) sia con l’acqua ed il sapone.

Tornando a noi..

La buona regola, in previsione della nuova stagione in arrivo, promuove generalmente la sobrietà, quella dettata dall’eleganza e dalle dolci e calde nuance autunnali.

Anche quest’anno dalle passerelle di tutto il mondo arrivano novità sia sull’uso, sia sulla scelta dei colori per l’arte applicata, invece che su di una tela, sul nostro viso.

SOS labbra, occhi e unghie. Proprio così. Saranno i tratti distintivi per i quali saremo notate.
Occhi grandi, piccoli, a mandorla, rotondi, sporgenti, chiari o scuri. Labbra carnose, voluttuose, sottili o a “cuscinetto” morbide o spigolose.

L’incarnato diafano sarà la base dalla quale partire. Da qui luce alle labbra con rossetti glossy glossy ;) dal colore rosso cupo al dorato, dal cioccolato al viola scuro.

E per chi ha sempre ritenuto i propri occhi troppo grandi, be’.. è arrivato il momento giusto. Matite bianche all’interno per illuminare ed ingrandire qualsiasi tipo di occhio. L’occhio, il più noto specchio (forse) dell’anima adesso per questo Autunno Inverno 2011/2012 avrà assoluto ruolo da protagonista per conquistare, sedurre, incantare, ovunque voi siate.

Dior e Chanel propongono un look smoky eyes in versione blu cobalto, in abbinamento alla manicure dando spazio ai colori infiniti e alle innumerevoli sfumature  degli abissi e di tutta la meravigliosa natura dei paesi esotici, giocando ad alternare, colori scuri a colori chiari e perlati.

Zigomi perfettamente e architettonicamente messi in risalto da blush dai colori vivi e in contrapposizione all’incarnato, per creare uno stile forte ma personalizzato, l’effetto circo equestre, assolutamente abolito. Sabbie dorate, le nuove terre (polveri) da mettere con pennelli grandi e morbidi su tutto il viso. Dolce & Gabbana vi stupiranno ….

Dior predilige per quest’anno il nero ed il blu cobalto, due colori che per le more diventano manosanta per le occasioni più speciali e soprattutto serali.
Non mancano glitter e polveri dorate da cospargere a fine make-up non solo sul viso ma sopratutto sui vostri capelli per ottenere l’effetto vamp assicurato.

Siete allora pronte per questo autunno alle porte?

Su, Tirdyne che anche in questi mesi ci divertiremo insieme a scoprire trend e novità look in anteprima..

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Polimoda. Alta Formazione.


Ferruccio Ferragamo. Iniziando un post con un nome così capirete che l’argomento di oggi sul nostro blog, è cosa buona e giusta.
Quanti di voi, da piccoli o ancora adesso non hanno mai sognato di entrare a far parte di quel mondo così fiabesco e chic, della moda? Diremmo ..un buon 90%? Forse si, forse no. A dirla tutta, in fondo, una parte del nostro estro anche più riservato si concede di tanto in tanto, voli pindarici (anche se in silenzio) che ci vedono proiettati su qualche passerella o al centro di un party, un evento di lavoro, solo per il look scelto e per l’appeal e l’originalità emanata come essenza profumata.
E’ opportuno, quando sentiamo in noi del talento, seguirlo e nel migliore dei modi, con quella costanza e dedizione che solo i grandi nomi hanno avuto.

In Italia, la formazione professionale per quanto riguarda questo settore, è all’avanguardia.
Anche se, parlare di Made in Italy, in quest’ultimo periodo desta discussioni, tra le più interessanti e coinvolgenti, Polimoda, istituto fondato nel 1986, è il più importante centro di formazione per l’Alta Moda.
Dal design al marketing, dal management alla comunicazione, Polimoda è in grado di formare i profili più importanti di un’azienda.
Tra i numeri che saltano agli occhi, quello che più ci ha incuriosito è 83% di occupati dopo gli studi portati a compimento presso l’Istituto. Il rapporto costante e vivo tra realtà aziendale e tessuto formativo diventa importante, fondamentale per creare profili che possano agevolare il mercato della moda in Italia e fuori dal confine nazionale, con quella professionalità ricercata, ambita e necessaria.

Così l’asse del management: Ferruccio Ferragamo, il Presidente, Santo Versace, President Polimoda Consulting e da gennaio 2007 Polimoda, affida il suo progetto di sviluppo al suo attuale Direttore, Linda Loppa, la donna che 1981 fonda il Dipartimento di Fashion Design presso la Royal Academy of Fine Arts di Anversa. Un punto di riferimento importante per l’Alta moda, Linda, un nome che porta con sé un  background professionale unico e solo per poter proiettare Polimoda verso confini internazionali e con una spiccata attenzione e ricerca verso la qualità in ogni settore della scuola, dai corsi agli eventi, alla formazione.
La scuola, negli ultimi anni ha rafforzato tramite i corsi, la stretta connessione tra marketing e moda. Il talento non può prescindere da una visione oltre i limiti del settore che coniughi lo stile, la moda, le creazioni con il mercato di oggi e quello del prossimo futuro.
In un rapido giro sul web troviamo Polimoda anche sui social network; su Facebook, conta già circa 8.300 fan, su Twitter circa 830 follower. L’uso dei social network ha reso più visibile una scuola che a molti era ancora poco nota e accessibile.

Non è soltanto un istituto come lo si può immaginare nel più basico linguaggio accademico. E’ la casa dello “Stile”, dove innovazione e ricerca vanno di pari passo allo studio dei Paesi oltre i nostri confini e delle nuove tendenze. Più volte negli anni POLIMODA, ha modificato la propria immagine, il proprio status, tenendo saldo il rapporto con i media e più esattamente con la stampa. E’ un “modo di essere” per chi vive all’interno di esso e per chi ne viene a contatto e contagiato.

Alla fine dei corsi, anche Polimoda, organizza il suo Fashion Show, dando la possibilità agli studenti di Fashion Desing di ricevere le emozioni della passerella in un vero e proprio evento; i vincitori 2011 sono stati Alycia Marie Dean-Johns premio per la collezione più creativa, Fabio Chimenti quello per la collezione più mediatica e Laura Colle il riconoscimento per la collezione più commerciale, il premio dei fashion bloggers è andato a Giulia Bastiani. Premio del Dean, assegnato da Linda Loppa, a Riccardo Monagheddu.

Polimoda – riferimenti:

+39 055 7399628
orientation@polimoda.com

 


 

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Louis Vuitton: the art of fashion.

Il connubio tra moda e arte, è arrivato ieri  a Milano: “Louis Vuitton: The Art of Fashion” ( Triennale di Milano viale Alemagna, 6 Orario: Da Martedì a Domenica 10.30-20.30 – Giovedì e Venerdì 10:30 – 23:00Ingresso libero – fino al 9 Ottobre 2011).
Una mostra celebrativa del talento di Marc Jacobs, un omaggio che la maison francese, Louis Vuitton, rende al suo eclettico e geniale Direttore.

Trenta manichini. L’archivio storico LV aperto per l’occasione. La mostra, curata alla perfezione da Katie Grand, collega di Marc Jacobs negli anni passati e stylist e direttrice di Love Magazine, porterà al pubblico abiti, borse e accessori appartenenti a tutte le collezioni dalla prima dell’Autunno-Inverno 1998-1999 fino all’Autunno-Inverno 2011-2012.

Un evento catalizzatore di quel mondo che vive al confine tra moda e arte; un momento in cui il jet –set si incontra tra vip e management. Marc Jacobs inoltre, proprio stasera sarà presente a Milano per la riapertura della famosa location di via Montenapoleone.

La storia del ready-to-wear Louis Vuitton; un piccolo cinema adiacente alla mostra racconta ai visitatori, il modo ed il criterio in cui Katie Grand ha lavorato alla selezione dei look scelti per la mostra.

Chi è Marc Jacobs
Chi è Katie Grand

Un segreto ..voci di passerella dicono che Jacobs potrebbe prendere il posto di Galliano a casa Dior ..vi terremo informati ..

Triennale di Milano
viale Alemagna, 6
Orario: Da Martedì a Domenica 10.30-20.30 – Giovedì e Venerdì 10:30 – 23:00
Ingresso libero

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Gunter Grass. La scrittura ed il disegno.

Il mio secolo 1989 acquerello su carta, 1997-1999 41,8 x 64,7 cm Collezione Würth, Inv. 7709 © Steidl-Verlag, Göttingen / Günter Grass 2011

Siamo andati a vedere per voi la mostra di Günter Grass presso la meravigliosa location dell’Art Forum Würth Capena.

Il percorso organizzato su due livelli, vi porterà in due dimensioni: una quella dell’intuito, l’altra quella dell’analisi. Di sicuro non è di facile comprensione ma poi l’arte va per forza compresa?

L’elaborazione che Grass ha fatto, di quasi un secolo di storia, attraverso i momenti più importanti, quelli epocali che hanno segnato generazioni intere, dai momenti più tragici a quelli meno dolorosi e felici, risulta essere un percorso dell’anima, che anche se non tuo, in qualche modo ti appartiene.

Disegno del ciclo Mostrare la lingua inchiostro di china su carta, 1987 34 x 50 cm Collezione Würth, Inv. 3661 © Steidl-Verlag, Göttingen / Günter Grass 2011

Colori grigi, tonalità cupe per gli anni più duri della Germania  ’30/’40, colori vivi, gioiosi, partecipativi, morbidi per gli anni più belli, per le conquiste sociali e storiche dell’uomo. I colori nascono da un vortice bianco, segnano un contrasto molto forte, d’impatto che risalta il pensiero e la rivisitazione personale in forma disegnata ma sottolineano in maniera netta ed evidente il bianco, forse il colore preferito di Grass ..”Bianca è solo la carta. Deve essere macchiata, vivificata da linee dure o fragili o popolata da parole che raccontano la realtà, in maniera sempre nuova diversa. Un disegnatore, scrittore è una persona che non cambia mai inchiostro.” (Günter Grass). Il bianco è l’unico colore che permette la totale e piena espressione dell’uomo. Bianco è il colore che da importanza al contenuto.

Il mio secolo 1969 acquerello su carta, 1997-1999 41,8 x 64,7 cm Collezione Würth, Inv. 7689 © Steidl-Verlag, Göttingen / Günter Grass 2011

La mostra ospita lavori datati tra il 1952 e i primi anni Duemila: si passa da alcune sculture fino ad arrivare ad interi cicli di disegni, che in alcuni casi sono parte viva e integrante dei suoi scritti. Infatti, utilizzando al tempo stesso scrittura e pittura, le immagini e i testi si completano, mescolandosi e confluendo le une negli altri. Talvolta i disegni e gli acquerelli sono riempiti di parole e testi come in Mostrare la lingua (1987), in altri casi l’immagine diventa l’illustrazione di un testo come ne Il mio secolo (1997-1999), in altri ancora si arriva addirittura alla creazione di un nuovo genere, quello dell’Aquadichte (Aquarelli: acquerello, Gedichte: poesia), come in Reperti per non lettori (1997), dove l’acquerello e la poesia sono un tutt’uno.

Le tecniche grafiche utilizzate da Grass spaziano dall’inchiostro su carta di Mostrare la Lingua, agli acquerelli di Reperti per non lettori e Il mio secolo. In quest’ultimo, protagonisti di un’osservazione critica e attenta del Novecento sono fatti e persone che hanno “subito” la storia: un viaggio dentro il secolo scorso, visto con gli occhi di un personaggio fortemente controverso che provoca allo stesso tempo dissensi, ma soprattutto apprezzamenti per il suo genio letterario.

Adesso una nota di merito al Gruppo Würth. Che un’azienda, il cui core business è la commercializzazione di prodotti per il montaggio ed il fissaggio, si dedichi alla divulgazione della cultura e dell’arte, è un fatto da rilevare con orgoglio poiché operazioni del genere creano tessuto sociale e culturale di alto livello. Le mostre, così come gli spazi espositivi nelle tante filiali estere del Gruppo, costituiscono la prova tangibile di questo impegno molto particolare e di questa simbiosi tra i capolavori della Collezione Würth, che conta ormai oltre 14.000 opere d’arte, e il mondo del lavoro.

Un grazie particolare alla segreteria dell’ART FORUM WÜRTH CAPENA, per la disponibilità e la cortesia.

Tirdy non tarderà ad organizzare altre fughe verso l’arte, poiché, come più volte ripetuto..l’arte e la moda vivono della stessa linfa, dello stesso estro, dello stesso calore.

Riferimenti:

www.artforumwuerth.itart.forum@wuerth.it

ORARIO: LUNEDÌ – SABATO 10.00 – 17.00, DOMENICA E FESTIVI CHIUSO

VISITA GUIDATA: SABATO, ORE 11.00

INGRESSO GRATUITO


 

ufficio stampa

Studio Martinotti

tel. e fax. +39 06.97 84 85 70

mob. +39 3487460312

martinotti@lagenziarisorse.it

www.francescamartinotti.com

 


 

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Christian Louboutin, genio e sregolatezza


Rizzoli ha fatto il colpaccio. Ebbene si. Chiedere ad un maestro di tale portata e di tale fama di realizzare un libro, sulle sue opere d’arte, possiamo definirlo si un colpaccio e di sicuro sarà l’evento editoriale  dell’anno.
Non stiamo parlando di un poeta, né di pittore, né di uno stilista, né di uno sculture men che meno di uno scrittore.
Stiamo parlando di Louboutin. E voi come lo definireste se non artista e basta?
Una donna che non ha mai desiderato un paio di Louboutin ai piedi, probabilmente, azzardiamo, non è una vera donna.

Insomma avete capito. Da due giorni esatti è uscito il libro che molte attendevano, che tutte desiderano sfogliare. Una raccolta fotografica di tutti suoi modelli più originali, quelli che hanno reso famoso in tutto il mondo il marchio, il suo nome, da più di 20 anni.

Lanciata in Francia, nel 1991, la sua linea di scarpe conquista subito i favori della critica più spietata, tira in ballo anche i più conservatori e oltrepassa il limite del ruolo del ruolo della scarpa osando con la suola rossa, colore ispirato pare dallo smalto della sua segretaria e soprattutto perché il suo estro gli imponeva di uscir fuori, allo scoperto, con qualcosa di scioccante, anticonvenzionale rispetto ai colori classici dell suole.

Christian Louboutin famoso anche per l’allestimento dei suoi negozi, esce con un libro, dopo aver rispolverato il suo archivio e messo in ordine la maggior parte dei modelli che quasi non ricordava più. Rosse, gialle, dorate, tacco a spillo, suola rossa, argentate, impreziosite da fiocchi, strass. Un visionario incantevole, che porta la donna verso mondi inesplorati, la incita ad osare, a permettersi quel look ai piedi che tanto attira, che tanto incuriosisce. Un vezzo tutto femminile.

Il libro è uscito il 4 Ottobre. L’eclettico shoes designer si avvale della collaborazione dell’arte fotografica e della visual art per mostrare i suoi pezzi unici, opere (e non semplicemente accessori) indossate dalle celebrities più importanti, alle donne comuni che hanno intrapreso viaggi solo per recarsi nei suoi negozi più importanti.
Non è solo una scarpa. E’ uno stile di vita, un’emozione vissuta. Il marchio ha creato una storia, dove la donna ed il suo piede sono i protagonisti. La fantasia è la regina di tutta questa storia, David Linch il noto regista, ha curato con alcuni scatti gli ultimi due capitoli del libro (in totale i capitoli del libro sono 6). Solo l’arte fotografica può rendere concretezza ad una storia raccontata, ad una vita vissuta nelle più grandi maison della moda francese e non. John Malkovich ne ha curato la prefazione.

Costa circa 120.00 € ma se il vostro compleanno è alle porte allora…  ;)

 

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